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Un'inchiesta pubblicata sul quotidiano britannico The Guardian ha acceso i riflettori su una serie di proprietà che si trovano a Londra, ma che fanno capo al Vaticano.
Di tutto rispetto la lista di immobili - per lo più situati nel cuore della Capitale inglese - che include asset di pregio come un edificio al 168 di Bond Street e un edificio al 30 dell'elegante St. James's Square, all'angolo con Pall Mall, acquistato nel 2006 per 15 milioni di sterline.
L'intero "tesoretto" vaticano varrebbe oltre 500 milioni di sterline e comprenderebbe anche altri immobili situati non a Londra, ma a Coventry, a Parigi e in Svizzera
Difficile – a detta degli stessi giornalisti inglesi che ne hanno seguito le tracce - risalire alla proprietà: le proprietà londinesi sono infatti intestate alla società British Grolux che il Vaticano fondò prima della guerra, all'epoca del regime fascista.
E sarebbero stati, anzi, i finanziamenti versati da Mussolini attraverso i Patti Lateranensi siglati all'epoca tra Stato italiano e Chiesa a permettere allo Stato Pontificio gran parte degli acquisti immobiliari all'estero.
Secondo la ricostruzione del Guardian la British Grolux fa ora capo al banchiere cattolico John Varley, chief executive di Barclays, a Robin Herbert, ex chief executive della Leopold Joseph merchant bank, alla banca americana JpMorgan e alla Profima, holding vaticana con base a Losanna.
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