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14 Aprile 2026
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- La Corte d’Appello di Milano hanno respinto la richiesta di confisca del Grand Hotel Via Veneto di Roma.
Secondo la procura, la proprietà dell'albergo era riconducibile all'avvocato Giovanni Acampora, condannato in via definitiva per corruzione dei giudici nei processi Lodo Mondadori e Imi-Sir, e chiedevano che nei suoi confronti venisse applicata la legge che prevede la confisca di beni di condannati in via definitiva dei quali gli interessati non riescano a dimostrare l'acquisto con soldi di provenienza lecita.
Giovanni Acampora ha sostenuto che la proprietà dell'albergo non è sua, ma si può ricondurre a suo figlio Carlo, sottolineando che la provenienza del denaro necessario a comprarlo è dimostrabile, quindi lecita.
I giudici hanno respinto la richiesta di confisca dell'immobile, il cui valore è stimato in 170 milioni di euro.
La decisione di respingere la richiesta di sequestro ai fini di confisca è stata giustificata dal fatto che la legge prevede la confisca di beni di condannati in via definitiva nel caso dei corrotti, non dei corruttori, e Acampora è stato condannato per aver corrotto un giudice, non per esserlo stato.
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