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L’automazione ha il potere di rivoluzionare le operazioni logistiche; ciò che si pensava avrebbe richiesto anni per imporsi, si sta verificando nel giro di pochi mesi. Nel primo di questa serie di rapporti speciali si esamina lo stato attuale dell’automazione di magazzino, i suoi processi chiave e gli effetti sulla progettazione degli edifici. Mentre le capacità si espandono parallelamente alla riduzione dei costi, un maggiore ritorno sugli investimenti (ROI) ne incentiva l’adozione. Prologis ha individuato tre trend che fanno da traino a un maggior livello di automazione:
- Il Covid ha fatto crescere l’assenteismo;
- La tecnologia attraversa una fase di miglioramento continuo, con espansione delle capacità e riduzione dei costi;
- Rapida crescita delle operazioni a largo impiego di manodopera, in particolare dell’e-commerce.
“Sulla base di questi trend alcuni clienti del settore logistico stanno effettuando investimenti significativi nell’automazione”, spiega Eva van der Pluijm-Kok, Manager research & Strategy Europe. “Nel settore immobiliare logistico l’automazione amplia la scelta in termini di location e nella maggior parte dei casi può essere integrata in qualsiasi struttura moderna. È interessante notare come le esigenze fisiche dell’automazione non influenzano il tasso di obsolescenza funzionale e aprono a location nuove e più produttive”.
Non esiste un’unica soluzione
Molte soluzioni di automazione sono dedicate allo svolgimento di una o due delle sei funzioni principali di magazzino. Ognuna comporta azioni, movimenti, variabilità e livelli di complessità profondamente differenti ed esige inoltre un’attrezzatura specifica. L’automazione end-to-end si verifica quindi raramente. I tassi globali di adozione, con particolare riferimento all’automazione fissa, sono bassi principalmente a causa di costi elevati e lunghi periodi di recupero dell’investimento, complessità dei processi e difficoltà progettuali, limiti dell’implementazione, considerazioni IT e vincoli riferiti alla manodopera.
Scarica il report completo allegato
. Il 'j'accuse' arriva da Luciano Colombini, amministratore delegato di Banca Ifis, che risponde senza tanti giri di parole alla domanda sul ruolo della societa' controllata dal Tesoro nel corso dell'audizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche presieduta da Carla Ruocco. Bene Amco nel suo ruolo di salvataggio bancario, osserva in sostanza Colombini, meno bene sul campo degli npl dove c'e' un mercato ormai sviluppato che riesce a fare prezzi equi, non influenzati da monopoli o oligopoli, quando non c'e' pero' in campo Amco.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Savills: Q1 2026, investiti 450mln nella logistica in Italia (Vide
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