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14 Aprile 2026
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Oltre 86.000 negozi di vicinato scomparsi negli ultimi dieci anni, con un saldo negativo che supera le 106.000 unità rispetto al picco del 2018. È il segnale di territori che si svuotano, di relazioni che si indeboliscono e di comunità che rischiano di perdere riferimenti. Il fenomeno incide sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Da questo quadro nasce la prima edizione dell'Osservatorio Reciprocità Commercio Locale di Nomisma, realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, che propone anche un Manifesto in dieci punti per un Patto di reciprocità a contrasto della desertificazione commerciale.
All'appuntamento hanno partecipato Paolo De Castro (presidente Nomisma), Roberta Frisoni (assessora turismo, commercio, sport Regione Emilia-Romagna), Francesco Capobianco (head of public policy Nomisma), Valentino Santoni (ricercatore Percorsi di Secondo Welfare), Massimo Quaglini (amministratore delegato Edison Energia), Giovanni Lucchetta (presidente TreCuori), Marco Panieri (presidente ANCI Emilia-Romagna) e Davide Scaramuzza (direttore divisione Welfare Solutions Pellegrini).
Dal lavoro dell'Osservatorio emerge un'Italia eterogenea, con dinamiche diverse tra province. Dai territori arriva la conferma del ruolo dei negozi di vicinato, centrali per l'economia locale e per favorire socialità e integrazione.
Tra il 2015 e il 2025 il commercio locale ha vissuto una profonda trasformazione. Il saldo delle unità locali segna in media a livello nazionale un calo del 6,7%, con il 2025 al punto più basso del periodo osservato. Il Mezzogiorno mostra una migliore tenuta, con crescite a Trapani (+7,8%), Crotone (+7,0%), Napoli (+4,6%), Brindisi e Taranto (entrambe +3,7%). Le contrazioni più marcate si registrano ad Ancona (-21,3%), Pesaro-Urbino (-20,0%), Mantova (-19,9%), Macerata (-19,4%), Rovigo (-19,0%) e Belluno (-18,5%). Tra le città metropolitane, in crescita Napoli (+4,6%), Messina (+1,1%) e Reggio Calabria (+1,9%); flessioni a Bari (-14,8%), Roma (-9,7%), Torino (-9,3%), Bologna (-8,3%) e Genova (-7,9%). Più contenute le riduzioni a Milano (-1,3%) e Palermo (-1,7%).
A fronte del calo delle unità locali, gli addetti crescono del 21,2% in media nazionale. Le vette si registrano a Matera (+37,2%), Sassari (+36,8%) e Siracusa (+35,9%). Tra le province metropolitane spiccano Roma (+30,4%), Palermo (+27,9%), Milano (+27,3%), Bari (+25,3%), Firenze (+25,2%), Bologna (+16,6%) e Torino (+15,9%).
Le dinamiche variano per settore. Il commercio di prossimità è il più colpito, mentre la ristorazione si espande (oltre 55.000 unità in più nel periodo). La flessione riguarda in particolare cultura e svago (-28,0% gli esercizi, ?19,5% gli addetti) e tessile-abbigliamento (-21,4% e ?6,1%), insieme a comparti come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Nel tessile, abbigliamento e accessori il saldo negativo è di 55.570 unità. Più resilienti il commercio di articoli per l'edilizia (-2,3% per unità locali, +21,4% gli addetti) e quello legato alla cura della persona (+0,4% e +27,5%). La ristorazione si conferma motore di crescita con +26,2% di unità locali e +69,4% di addetti.
L'analisi dei bilanci (2015-2024) delle imprese attive evidenzia ricavi in aumento del 37,6% in media nazionale, con differenze rilevanti per dimensione: realtà più grandi mostrano performance più robuste, mentre le piccole affrontano maggiore pressione sulla sostenibilità economica, ampliando il divario competitivo. Per settori, la ristorazione segna +54,6% dei ricavi, seguita da bar (+51,2%), alimentari e bevande (+44,4%) e ferramenta (+41,0%). Crescite più moderate in gioielleria (+33,3%) e nella salute e cura della persona (+29,1%). Più deboli tessile, abbigliamento e accessori (+16,5%) e cultura e svago (+13,3%), per effetto della contrazione dei consumi discrezionali, della concorrenza online e di un recupero post-pandemia più complesso.
Sul fronte immobiliare, tra 2015 e 2025 i prezzi di compravendita dei negozi calano in media del 9,0% a livello nazionale, mentre i canoni d'affitto aumentano del 12,9%. A Milano i canoni crescono del 16,1% a fronte di prezzi in calo del 7,0%; a Roma i prezzi scendono del 22,8% e i canoni del 4,8%; a Torino rispettivamente -22,1% e -1,5%. I ribassi maggiori dei prezzi si osservano ad Ancona (-35,8%), Trieste (-30,6%), Biella (-29,7%) e Pistoia (-28,5%); in controtendenza Bergamo (+13,0%), Siracusa (+6,5%) e Nuoro (+6,4%). I canoni crescono di più a Siracusa (+35,2%), Nuoro (+34,7%), Udine (+34,6%) e Piacenza (+31,7%). Tra le grandi città, gli aumenti più marcati sono a Bari (+16,5%) e Milano (+16,1%); in calo a Roma (?4,8%), Firenze (-3,0%) e Torino (-1,5%).
L'Osservatorio propone un Manifesto e un Patto di reciprocità rivolti a imprenditori e amministratori pubblici. L'obiettivo è promuovere modelli di sviluppo sostenibili, sensibilizzare e coinvolgere gli attori locali, convogliando sui territori i consumi dei cittadini.
Secondo Francesco Capobianco, i settori con migliori performance (ristorazione, salute e cura della persona, articoli per l'edilizia) sono stati sostenuti da fattori esterni come turismo, effetti della pandemia e incentivi edilizi; per le restanti categorie merceologiche la desertificazione commerciale non ha incontrato ostacoli nell'ultimo decennio, rendendo necessarie scelte per salvaguardare socialità, integrazione e sicurezza nei contesti urbani e rurali.
Massimo Quaglini ha evidenziato che Edison investe in una rete territoriale per rispondere alle esigenze dei clienti tramite partner imprenditori locali, e ha richiamato il progetto delle Scuole dei Mestieri, dedicato alle nuove generazioni e ai mestieri tecnici.
Davide Scaramuzza ha ricordato le iniziative di Pellegrini per il benessere delle persone, tra cui un buono pasto dedicato al Giubileo con una rete di esercizi locali convenzionati e attività di formazione per gli esercenti. Ha citato inoltre la Fondazione Ernesto Pellegrini ETS, attiva dal 2014 con il Ristorante Solidale Ruben e il progetto Futuro Prossimo.
Giovanni Lucchetta ha sottolineato l'approccio dell'Osservatorio, che analizza buone pratiche per identificarne gli elementi efficaci. Tra questi, il Patto di reciprocità viene indicato come fattore abilitante per generare progetti capaci di attrarre e trattenere risorse nel commercio di prossimità.
L'Osservatorio Reciprocità Commercio Locale di Nomisma è dedicato all'analisi delle dinamiche economiche locali e della desertificazione commerciale, fenomeno che incide sulla tenuta economica dei territori e su qualità della vita, coesione sociale e sicurezza. L'iniziativa si propone come riferimento per il rilancio dell'economia territoriale, promuovendo modelli di sviluppo innovativi e sostenibili e diffondendo il Manifesto della reciprocità del commercio locale per coinvolgere stakeholder e amministrazioni locali.
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