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14 Aprile 2026
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Sono in totale sei i settori sui quali si concentrano le raccomandazioni presentate dalla Commissione Ue affinchè l'Italia resti nei parametri del patto di stabilità e crescita.
Italia si avvia quindi ad uscire dalla procedura per deficit pubblico avviata nel 2009 (la raccomandazione della Commissione Ue che “promuove” il nostro Paese sarà con ogni probabilità accettata dai ministri finanziari a giugno).
Tuttavia Bruxelles chiede altri sforzi, anche in tema di real estate.
I provvedimenti che permetteranno di seguire tali raccomandazioni dovranno essere adottati - scrive la Commissione Ue - “nel periodo 2013/2014” e riguardano i conti pubblici: il deficit deve restare sotto il 3% del Pil proseguendo con “l'aggiustamento strutturale” a un “ritmo adeguato”, devono essere realizzati “gli avanzi primari strutturali programmati per instradare l'elevatissimo rapporto debito/Pil (secondo le previsioni al 132,2% del Pil nel 2014) su una traiettoria stabilmente in discesa” e occorre continuare a perseguire un miglioramento duraturo dell'efficienza e della qualità della spesa pubblica dando attuazione piena alle misure adottate nel 2012”.
Il secondo riguarda l'efficienza della pubblica amministrazione: in particolare si raccomanda di “abbreviare la durata dei procedimenti civili e ridurre l'alto livello di contenzioso civile”, ma anche di “potenziare il quadro giuridico relativo alla repressione della corruzione, anche rivedendo la disciplina dei termini di prescrizione” e “adottare misure strutturali per migliorare la gestione dei fondi dell'Ue nelle regioni del Mezzogiorno in vista del periodo di programmazione 2014-2020”.
Il terzo punto per la commissione è il miglioramento dell'efficienza del settore bancario, “per sostenere il flusso del credito alle attività produttive e migliorare l'accesso delle imprese ai finanziamenti”.
Il quarto settore è quello del mercato del lavoro, dove l'Italia deve puntare a “un migliore allineamento dei salari alla produttività; realizzare ulteriori interventi a promozione della partecipazione al mercato del lavoro, specialmente quella delle donne e dei giovani”.
Il quinto punto riguarda, come già anticipato, il fisco, dove serve “trasferire il carico fiscale da lavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente, procedere alla riforma del Catasto allineando gli estimi e rendite ai valori di mercato, proseguire la lotta all'evasione fiscale, migliorare il rispetto dell'obbligo tributario e contrastare in modo incisivo l'economia sommersa e il lavoro irregolare”.
Infine, il sesto punto delle raccomandazioni è quello dei servizi, per il quale la commissione auspica l'eliminazione delle “restrizioni che sussistono nei servizi professionali” e la promozione dell'accesso al mercato, ad esempio, per la prestazione dei servizi pubblici locali, ma anche il potenziamento della capacità infrastrutturale nei settori dell'energia, del trasporto intermodale e delle tlc.
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