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12 Dicembre 2012

Scenari Immobiliari: valorizzare immobili istituti scientifici aiuta ricerca e occupazione

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In Italia si spende poco per ricerca e sviluppo (l'1,23% del Pil), nonostante i grandi centri di eccellenza che, se garantissero un'efficiente allocazione delle risorse, potrebbero dare risultati ottimi anche sotto l'aspetto occupazionale.

E' da questa tesi che nasce lo studio sul patrimonio immobiliare degli istituti scientifici in Italia di Scenari Immobiliari presentato oggi a Roma.

Sono 45 gli Ircss (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) riconosciuti a livello nazionale.

Oltre a questi, ci sono 18 istituti di ricerca scientifica nei campi della biotecnologia e della ricerca farmacologica e altri 10 istituti appartenenti all rete del Cnr.

Si tratta di oltre 3,2 milioni di metri quadrati, per un valore di mercato stimato di oltre 4,5 miliardi di euro e un totale di occupati che supera le 15mila unità tra medici e ricercatori.

"Come in altre realtà legate al mondo dei servizi pubblici (ad esempio le università), questi patrimoni immobiliari sono poco gestiti o sottoutilizzati.

Una gestione più efficace potrebbe liberare risorse per attività di ricerca e sviluppo, con significativi ritorni positivi" ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari.

"I fondi immobiliari potrebbero svolgere il ruolo di partner immobiliare trasparente per la messa in sicurezza e il rilancio del settore della ricerca scientifica italiana.

I fondi, dietro un'attenta regia dei ministeri competenti e degli enti locali, potrebbero essere il soggetto catalizzatore dell'intervento degli investitori istituzionali (come casse di previdenza, fondi pensione, compagnie assicurative etc.) interessati, oltre che al ritorno degli investimenti, alle loro ricadute strutturali sulla competitività del Paese” ha commentato Marco Doglio, amministratore delegato di Fabrica Immobiliare, partner dell'iniziativa.

Dallo studio emerge come nel caso degli istituti con una dotazione immobiliare importante, una linea di sviluppo interessante potrebbe rilevarsi nelle opportunità di riconversione del patrimonio esistente, specie se localizzato in contesti urbani centrali, con la conseguente edificazione di nuovi spazi, più moderni, flessibili, efficienti e adatti allo scopo.

Per gli istituti con minori dotazioni di spazi strumentali, l'obiettivo di disporre di infrastrutture immobiliari adeguate ai loro usi si scontra con la necessità di contenerne al contempo il costo, in questo caso, sia sotto il profilo patrimoniale che gestionale.

Vincoli questi che potrebbero comportare la necessità per questi enti di orientarsi verso un sostanziale regime di locazione.

Per questa seconda categoria di istituti, va tenuto conto anche dell'importanza della condivisione di alcuni servizi essenziali, come laboratori o macchinari capital intensive, soprattutto in fase di start-up.

In questo secondo caso, sottolinea lo studio, una adeguata offerta immobiliare costituita dai cosiddetti parchi tecnologici e scientifici sarebbe propedeutica allo sviluppo del settore e rappresenterebbe uno strumento idoneo a fornire a tali enti le infrastrutture necessarie.

Scarica il report

 

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