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Eurozona: decelerazione dei PMI, anche se su livelli ancora notevoli, ma anche crescite di prezzi e vendite deludenti
I dati finali dei PMI sono stati allineati alle anticipazioni, confermando i cali da febbraio e proseguendo la discesa dai massimi pluriennali toccati a gennaio. L’accelerazione mensile della crescita sembra aver segnato il suo massimo ma la media finale del primo trimestre 2018 è solo marginalmente inferiore a quella del precedente trimestre. E’ perciò coerente con una notevole crescita economica trimestrale di +0.6%, ancora superiore all’attuale potenziale inferiore al 2%. Gli indici Cpi hanno registrato l’aumento, come attese, solo delle componenti più volatili, senza perciò modifiche al quadro che richiede pazienza e persistenza all’azione della Bce volta a riportarli prossimi al 2%. Del resto, la ripresa mensile delle vendite è stata deludente dopo la contrazione di gennaio, altresì rivista in ulteriore calo.
Stati Uniti: attività solide e mercato lavoro meno estremo sostengono benessere. Deficit commerciale peggiora
I dati di attività, PMI e ISM, hanno confermato i precedenti elevati livelli. Gli ordini di beni durevoli e le vendite di auto si sono ripresi dai precedenti cali, mentre le spese di edilizia sono cresciute poco. La bilancia commerciale ha visto il 6° consecutivo peggioramento del deficit, peggiore serie mensile negativa dal 2000, pro argomentazioni protezionistiche del Presidente Donald Trump. Questo trend ridurrà il Pil del trimestre in corso, come già accaduto nel 4° trimestre, quando il net export ha tolto -1.16%. Il mercato del lavoro ha registrato ancora dati minimi record per le richieste di disoccupazione a vantaggio del benessere, col tasso stabile e la sottoccupazione in calo, ma una discesa fisiologico delle nuove assunzioni. L’aumento del salario orario è positivo per l’economia in termini di possibilità di spesa dei consumatori e bilanciato per il usd perché conferma le attese già scontate sui rialzi Fed senza alimentarne di maggiori.
Giappone: il consumo non cresce e il business si stabilizza
Dopo la buona crescita di gennaio e in mancanza di adeguati aumenti salariali, a febbraio i consumi reali delle famiglie sono tornati quasi stabili. Anche gli indici Anticipatore e Coincidente si sono stabilizzati dopo il recente calo dai precedenti massimi. Allo stesso modo, molti indici Tankan trimestrali hanno interrotto le crescite e i PMI di marzo sono diminuiti, soprattutto per le grandi imprese più esposte all’export e in sofferenza per l’apprezzamento dello yen. I livelli restano storicamente alti ma si allontanano dai precedenti massimi e impongono un attento monitoraggio per capire se sia solo una pausa temporanea nell’accelerazione del ciclo o piuttosto l’indicazione che il massimo è stato raggiunto ed è in corso una stabilizzazione a questi livelli, comunque ancora superiori all’attuale ridotto potenziale.
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