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Dato per assodato che l’investimento in campo immobiliare è adatto a chi ha un orizzonte di lungo termine, soprattutto in queste condizioni di mercato, l’indicatore più importante per chi decide di investire su questo versante è poter stimare il ritorno dell’investimento.
A questo proposito è interessante uno studio condotto da Arcadis sui costi di costruzione, dal quale emerge che New York è la città più cara al mondo, seguita da Hong Kong (che ha scalzato Londra, che ora si colloca al 4° posto) e Ginevra, terza assoluta nella graduatoria globale ma occupa la prima posizione tra le città europee.
Ne abbiamo parlato con Roberto Talotta, managing director di Arcadis Italia.
Partiamo spiegando cosa fa Arcadis.
Si tratta di una società di consulenza e ingegneria presente in 70 Paesi nel mondo con 27mila dipendenti e un fatturato consolidato di 3,4 miliardi di euro.
Opera in quattro linee di business, tra cui nel real estate, che conta circa per il 25%. In Italia l’azienda ha circa 130 dipendenti, opera attraverso i due uffici di Roma e Milano e fattura circa 22 milioni di euro.
Una delle vostre ultime ricerche riguarda i costi di costruzioni. Cosa è emerso?
Monitorando tutte le tipologie di immobili, è emerso che Ney York è in testa, con Zurigo e Ginevra al top in Europa. Londra perde colpi.
Quanto a Milano?
La crescita è meno contenuta di altre piazze. Questo significa che il capoluogo lombardo può offrire ritorni sull’investimento più elevati.
In particolare per il segmento uffici e alberghiero.
Allargando l’orizzonte, sappiamo che il mercato finanziario è pieno di liquidità, mentre i tassi di interesse restano su livelli particolarmente contenuti. Possiamo concludere che è il momento giusto per investire nell’immobiliare?
Dal punto di vista dell’investimento vedo prospettive positive anche per l’Italia, ma non nel comparto residenziale. Il nostro Paese vede crescere il proprio appeal presso i grandi investitori locali e internazionali.
La riconversione di edifici commerciali in alberghiero, la ristrutturazione di uffici, la creazione di poli di logistica sono le aree di maggiore interesse. Senza dimenticare il retail, molto interessante almeno a Milano.
Sul mercato finanziario si stanno affacciando nuovi strumenti per investire sull’immobiliare. A suo modo si va nella giusta direzione?
Sì perché questi strumenti spesso possono rispondere alle esigenze degli investitori meglio degli sviluppatori.
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