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Più bandi ma anche più affidamenti diretti e procedure negoziate senza avvisi. Risultato, meno trasparenza. È quanto rilevato dall'Anac (Autorità anticorruzione) nel settore degli appalti pubblici nel rapporto congiunturale qui allegato. I numeri (basati sui codici di identificazione Cig che le Pa devono richiedere per avviare l'assegnazione dei contratti) sono riferiti agli appalti (oltre la soglia di 40mila euro) promossi tra maggio e agosto 2020, dunque subito dopo la prima ondata della pandemia e a cavallo dell'entrata in vigore del Dl Semplificazioni (Dl 76/2020).
Dalle tabelle contenute nel rapporto si scopre che in questo periodo i contratti assegnati al riparo delle regole di concorrenza ammontano a 20,1 miliardi: 5,9 in più del periodo maggio-agosto 2019, con un salto in avanti del 41,4 per cento. L'altro dato che balza agli occhi è che il mercato dei bandi ha fatto segnare un aumento sia rispetto ai mesi precedenti che al periodo maggio-agosto del 2020. I Cig richiesti all'Anac sono stati 52.808 per un controvalore di 65,4 miliardi, con un aumento sullo stesso quadrimestre del 2019 pari al 4,1% come numero di gare, e un incremento del 2,8% in valore.
Scarica il Report allegato
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