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12 Giugno 2026
Meno Bot e Btp, più case.
Gli italiani preferiscono il mattone all'investimento in obbligazioni.
Secondo il supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia, infatti, alla fine del 2010, abitazioni e terreni rappresentavano il 62,2% della ricchezza lorda, mentre i titoli il 37,8%.
Il restante 9,3% era costituito da prestiti, debiti e altri conti passivi, aumentati nel complesso del 4,2%.
La ricchezza netta delle famiglie italiane al 31 dicembre dello scorso anno, quindi, era pari a 8mila640 miliardi di euro, poco meno di 400 mila euro a nucleo, lo 0,3% in meno dei dodici mesi precedenti.
La casa risulta, inoltre, la prima fonte di ricchezza.
A fine 2010 le abitazioni rappresentavano quasi l’84% del totale delle attività reali possedute dagli italiani, il 4% in più rispetto alla rilevazione del 1995.
La ricerca rivela anche che gli italiani si indebitano soprattutto per comprare casa (il 41% delle passività finanziarie nel 2010 era costituito da prestiti per l’acquisto dell’abitazione), mentre la quota di indebitamento per esigenze di consumo ammontava a circa il 13,6%.
Negli ultimi due anni, infine, secondo Bankitalia, è fortemente rallentata la dinamica del valore dei mutui per l’acquisto dell’abitazione: l’incremento si è stabilizzato sul 2% annuo contro un valore di circa il 16% annuo del periodo 1995-2009.
Ancora più forte la decelerazione accusata dal credito al consumo, che è passato dal 20,5% in media nel periodo 1995-2009 al 4,8% fra il 2009 e il 2010.
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