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16 Dicembre 2025

Fondi e REITs nel mondo a 5.030 miliardi di euro; Italia a 149,5 mld

di Red

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La gestione del patrimonio immobiliare attraverso fondi dedicati e REITs nel 2025 continua a rappresentare un driver di sviluppo per il mercato real estate e per l'economia mondiale. A livello globale, il valore del patrimonio immobiliare gestito è stimato a fine anno in 5.030 miliardi di euro, in aumento del 4,5% su base annua. A trainare l'espansione sono soprattutto gli strumenti quotati internazionali, in particolare i REITs, che aggregano nei portafogli immobili per oltre 3.800 miliardi di euro. In Europa il numero complessivo di fondi e REITs supera 2.320 veicoli, circa sessanta in più rispetto al 2024. Il patrimonio raggiunge 1.700 miliardi di euro, in crescita del 3% su base annua, pari al 33,8% del totale mondiale. I REITs europei, circa il 15% del patrimonio REIT globale, detengono il 33,5% del patrimonio dei veicoli europei, mentre i fondi immobiliari, quotati e non, rappresentano oltre il 66,5% del mercato. Questi dati provengono dal 47esimo Rapporto 2025 "I fondi immobiliari in Italia e all'estero", realizzato da Scenari Immobiliari.

"Lo scenario globale continua a essere caratterizzato da un contesto geopolitico e commerciale imprevedibile - ha commentato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, aprendo il convegno di aggiornamento del Rapporto. Sebbene la fiducia delle imprese risenta delle prospettive incerte, gli impatti economici reali finora sono rimasti contenuti. Le stime di fine anno prefigurano una crescita positiva nella maggior parte dei principali mercati immobiliari europei, con un ulteriore ampliamento previsto per il 2026. A pochi mesi dalla chiusura del 2025, e nonostante un leggero rallentamento rispetto al forte avvio dell'anno, i mercati immobiliari dei Paesi europei confermano la loro solidità. L'incertezza sta principalmente posticipando alcune decisioni nei comparti della logistica e degli immobili industriali, ma aumentano le prospettive di maggiori transazioni future. La domanda di spazi retail di alta qualità - in particolare nel segmento del lusso - resta vivace, così come quella per nuovi immobili a uso terziario nelle principali capitali europee".

Fondi immobiliari italiani: crescita e prospettive 2026.

I fondi immobiliari italiani continuano a evidenziare performance positive. Il patrimonio gestito rappresenta oltre il 14% del totale dei veicoli europei, con un incremento di circa 80 basis point su base annua. Il patrimonio detenuto direttamente dai 715 fondi attivi raggiunge 149,5 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto al 2024. Le previsioni per il 2026 indicano un'ulteriore espansione: il patrimonio potrebbe aumentare del 7,7% e il numero di veicoli è atteso in crescita fino a 750 unità. Nell'asset allocation italiana cresce il peso del comparto residenziale e di quello ricettivo, mentre la logistica rimane stabile. Le SGR ipotizzano per il 2026 una maggiore diversificazione dei portafogli e un aumento complessivo delle masse gestite.

"Il patrimonio dei fondi immobiliari italiani ha raggiunto oggi i 149,5 miliardi di euro, distribuito tra 60 SGR e 715 fondi attivi, confermando il ruolo sempre più centrale del nostro Paese nel panorama europeo del risparmio gestito immobiliare", ha sottolineato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari. "Si tratta di un comparto in fase di consolidamento strutturale, come dimostra la forte concentrazione nelle mani delle prime venti società di gestione, che amministrano oltre 680 fondi, pari al 95% del totale. Il patrimonio medio per singola SGR si attesta attorno ai 2,35 miliardi di euro, un valore rivisto al rialzo di oltre il 2,5% rispetto ai dodici mesi precedenti. Questo incremento deriva non solo dalla crescita dei portafogli esistenti, ma anche dall'ingresso di nuove realtà e dall'espansione dei veicoli gestiti, segno di una crescente maturità del mercato. Se consideriamo le principali venti SGR, che detengono la quasi totalità dei fondi, il patrimonio medio supera i 7 miliardi di euro, cifra che testimonia la capacità degli operatori maggiori di attrarre capitali, diversificare le strategie e svolgere un ruolo propulsivo per l'intero settore. La dimensione e la struttura del patrimonio in gestione non rappresentano soltanto indicatori economici, ma raccontano una trasformazione più profonda: quella di un'industria che sta diventando sempre più efficiente, orientata alla qualità degli asset, alla sostenibilità dei portafogli e alla creazione di valore nel medio-lungo periodo. In questo contesto, l'Italia continua a distinguersi per dinamismo, capacità di innovazione e crescente attrattività verso investitori istituzionali nazionali e internazionali".

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È online il nuovo numero di REview. Questa settimana:  Dalmiglio, Savills: Advisor e competenze, il ruolo strategic