Ultime notizie

17 Marzo 2020

CBRE: il Covid-19 e gli impatti sul real estate area EMEA (Report)

di G.I.

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
ADV 970x90

Gli impatti di un calo della crescita del PIL nel primo trimestre 2020 in Cina saranno avvertiti in modo molto acuto anche nei Paesi europei che fanno affidamento sulla Cina come fonte di domanda finale (Germania e Paesi Bassi) e nei mercati in cui la Cina è fortemente integrata nella catena di approvvigionamento (Germania, Polonia, Francia, Italia e Spagna).

E’ quanto emerge nell’ultimo report CBRE terminato il 14 marzo scorso dal titolo “Potential impacts of Covid-19 on EMEA Real Estate” che sottolinea come i fondamentali del mercato immobiliare europeo rimarranno comunque forti.

Mentre l’epidemia di COVID-19 avrà un impatto negativo a breve termine su alcuni settori, CBRE prevede che l’impatto a lungo termine sugli immobili commerciali europei sarà minimo.

Per quanto riguarda il settore retail, visto che è strettamente collegato con il turismo, soprattutto nelle principali città europee, ci saranno delle ripercussioni. Una riduzione dei viaggi e un minor numero di turisti potrebbe, infatti, pesare sulla vendita di beni di lusso e beni di prima necessità in città come Milano.

Per quanto riguarda gli investimenti le limitazioni di viaggio stanno già comportando la cancellazione di incontri, visite in loco e fiere in EMEA. Ciò potrebbe influire sul mercato dell'investimento immobiliare, con una possibile riduzione degli afflussi di investitori provenienti dall'Asia.

Sul mercato degli uffici, invece, finora l'impatto è stato limitato. Tuttavia per CBRE potrebbero verificarsi problemi logistici derivanti da un'interruzione della produzione e dei trasporti, ostacolando la pipeline di costruzione e influenzando i progetti di ristrutturazione .

A breve termine, CBRE prevede un conseguente calo degli arrivi cinesi in Europa viste le misure per contenere COVID-19. Tuttavia, l'impatto complessivo sugli hotel sarà limitato, dato che attualmente la Cina rappresenta solo il 2% del totale europeo di arrivi internazionali.

CBRE prevede inoltre che la domanda di viaggi di piacere rimarrà generalmente stabile nell'immediato, garantendo ai mercati dei viaggi nazionali di rimanere relativamente solidi.

Il settore della logistica potrebbe, invece, soffrire di più. Le restrizioni al trasporto rappresentano una sfida significativa per la catena di approvvigionamento e le industrie logistiche. Qualsiasi ostruzione nel trasferimento di materie prime e intermedie possono influire sui mercati dipendenti dalle importazioni e dalle esportazioni, in particolare in Germania. Lo spostamento o la chiusura delle fabbriche potrebbe avere implicazioni a lungo termine.

Inoltre, mentre i rivenditori online possono trarre vantaggio da un aumento della domanda a breve termine, queste piattaforme potrebbero subire una certa pressione a causa dell'interruzione della catena di fornitura.

Scarica report

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Savills: Q1 2026, investiti 450mln nella logistica in Italia (Vide