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25 Settembre 2025

Confedilizia critica l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate sulla cedolare secca

di Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia

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Da quattordici anni l'Agenzia delle Entrate, interpretando in modo originale una legge dello Stato, nega l'applicazione della cedolare secca sugli affitti abitativi nel caso in cui il proprietario stipuli il contratto di locazione con un'impresa, che provvede poi a destinare l'immobile ad abitazione del dipendente o del collaboratore. Negli ultimi due anni, questa visione dell'amministrazione finanziaria è stata smentita, con tre sentenze, dalla Corte di Cassazione, vale a dire dall'organo chiamato ad assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge.

Oggi la questione è stata nuovamente portata all'attenzione del Parlamento, dove abbiamo appreso che la linea del Fisco non cambierà e che, anzi, l'Agenzia si adopererà per convincere la Suprema Corte a mutare orientamento. C'è da rimanere sconfortati. La norma è di una chiarezza cristallina. Nonostante questo, è dovuta intervenire la Cassazione. Nel frattempo, si continuano a impegnare risorse pubbliche per un contenzioso che non sarebbe dovuto mai nascere.

Oltre a tutto ciò, si ostacola anche l'accesso alla casa da parte dei dipendenti e dei collaboratori delle imprese, negandosi in queste situazioni un regime di tassazione nato proprio per ampliare l'offerta abitativa. Perché continuare su questa strada?

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