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12 Maggio 2026
12 Maggio 2026
Ad oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore del nuovo regime fiscale sulle locazioni brevi, Airbnb non ha trattenuto e versato un centesimo della tassa che giornalisticamente porta il suo nome. Mentre gli Agenti immobiliari italiani hanno agito da sostituiti di imposta con un aggravio di costi e burocrazia per i consumatori.
Così come riportato da un autorevole quotidiano nazionale, secondo il Servizio del Bilancio del Senato, Rendiconto Generale dello Stato, Airbnb contravvenendo all’obbligo di agire da sostituto di imposta per il 21% non avrebbe versato al fisco circa 62milioni di euro relativi all’anno 2017. Nelle casse pubbliche ne sono entrati solo 19,6 milioni, rispetto agli 81,3 milioni di gettito atteso. Per l’anno 2018 il gettito atteso sarebbe di 139 milioni di euro.
Dal 1 giugno 2017 gli agenti immobiliari fungono da sostituto di imposta per il 21%, in rispetto della legge sulle locazioni brevi. Airbnb, invece, ha evaso l’obbligo di versare la tassa e di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati di chi affitta. Se il mercato è lo stesso c’è bisogno di regole uguali per tutti, nessuno escluso. Altrimenti aboliamo la tassa.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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