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04 Aprile 2026
Saldo negativo per il quinto anno di seguito tra nascite e chiusure di imprese, e lo scotto più alto lo paga il settore delle costruzioni.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, infatti, la differenza tra imprese aperte e chiuse nel 2012 è dell’1% a favore delle chiusure, in calo comunque rispetto al -1,3% del 2011. Se si parla solo delle imprese legate alle costruzioni, però, il saldo crolla al -3%, meno dell’anno precedente quando si era attestato al -3,2%.
Curiosamente, però, se è vero che le costruzioni hanno sofferto le maggiori perdite, è anche vero che hanno visto il maggior numero di imprese aperte: +0,4%.
In generale sono 275 mila le imprese nate nel 2012, 10.700 in più rispetto all’anno precedente, mentre 316 mila hanno chiuso i battenti.
Tra le imprese che hanno visto la luce nel 2012, quelle senza dipendenti sono le più prolifiche, a testimonianza dell’imprenditoria individuale che prende il posto del lavoro dipendente, quando questo viene perso. Il guadagno occupazionale riportato dalle attività legate alle costruzioni è il minimo tra tutti i settori, con n +1,6% (contro un +50,8% dell’industria).
Se un’impresa resta in piedi oltre i due anni dall’apertura, tende ad aumentare di dimensione. Secondo l’Istat, la dimensione media delle imprese nate nel 2010 e ancora operanti è salita da 1,4 a 2,3 addetti medi, per un totale di 438 mila addetti, il 17% in più rispetto all’anno di apertura.
Si riduce, infine, il tasso di sopravvivenza di un’impresa ad un anno dalla sua apertura: solo l’81,1% delle nuove attività supera i primi 12 mesi (il 79% nel caso delle costruzioni, un dato che si aggrava dell’1% circa sull’anno precedente).
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, infatti, la differenza tra imprese aperte e chiuse nel 2012 è dell’1% a favore delle chiusure, in calo comunque rispetto al -1,3% del 2011. Se si parla solo delle imprese legate alle costruzioni, però, il saldo crolla al -3%, meno dell’anno precedente quando si era attestato al -3,2%.
Curiosamente, però, se è vero che le costruzioni hanno sofferto le maggiori perdite, è anche vero che hanno visto il maggior numero di imprese aperte: +0,4%.
In generale sono 275 mila le imprese nate nel 2012, 10.700 in più rispetto all’anno precedente, mentre 316 mila hanno chiuso i battenti.
Tra le imprese che hanno visto la luce nel 2012, quelle senza dipendenti sono le più prolifiche, a testimonianza dell’imprenditoria individuale che prende il posto del lavoro dipendente, quando questo viene perso. Il guadagno occupazionale riportato dalle attività legate alle costruzioni è il minimo tra tutti i settori, con n +1,6% (contro un +50,8% dell’industria).
Se un’impresa resta in piedi oltre i due anni dall’apertura, tende ad aumentare di dimensione. Secondo l’Istat, la dimensione media delle imprese nate nel 2010 e ancora operanti è salita da 1,4 a 2,3 addetti medi, per un totale di 438 mila addetti, il 17% in più rispetto all’anno di apertura.
Si riduce, infine, il tasso di sopravvivenza di un’impresa ad un anno dalla sua apertura: solo l’81,1% delle nuove attività supera i primi 12 mesi (il 79% nel caso delle costruzioni, un dato che si aggrava dell’1% circa sull’anno precedente).
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