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5 Giugno 2014

La Bce taglia il tasso ufficiale ai minimi storici, portando quello overnight in negativo

di Guglielmo Notari

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L'atteso taglio dei tassi d'interesse nell'Eurozona è arrivato.

 

La Banca centrale europea, al termine del consiglio direttivo in mattinata, ha infatti limato di 10 punti base il Refi, ossia il tasso di rifinanziamento pronti contro termine che costituisce il riferimento principale in termini di politica monetaria europea, portandolo al minimo storico dello 0,15%.

 

Ma le contromisure messe in campo dall'istituto centrale per contrastare il pericolo deflazione nell'Euroarea non si fermano qui: per la prima volta nella storia della moneta unica, infatti, il tasso overnight sui depositi bancari è passato in negativo a -0,10%.

 

Ciò significa che le banche che vorranno depositare la liquidità che considerano in eccesso presso la Bce nel brevissimo termine non solo non riceveranno alcuna remunerazione, ma anzi dovranno pagare un interesse all'istituto di Francoforte.

 

Giù di 35 punti base anche il tasso marginale che è sceso allo 0,40%.

Oggi alla Bce è stato deciso “un pacchetto di misure volte a sostenere l'afflusso di credito all'economia e la ripresa della dinamica dei prezzi”, ha dichiarato il presidente Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo.

 

Oltre al taglio dei tassi le misure prevedono nuove operazioni di rifinanziamento di lungo termine, di accelerazione sul piano di acquisti diretti di Abs e la sospensione delle sterilizzazioni sugli acquisti di titoli di Stato effettuato con il programma Smp.

 

Drghi ha poi assicurato che i tassi resteranno al livello attuale a lungo, e che in caso di necessità la Bce è pronta ad agire con misure straordinarie.

 

Gli effetti delle mosse intraprese dalla banca centrale si sono fatti immediatamente sentire sui mercati: le Borse hanno accelerato al rialzo e lo spread tra Btp decennali e Bund con la medesima durata è immediatamente calato a 153 punti base.

 

Il taglio dei tassi, sebbene con una catena di trasmissione un po' più lunga, si farà sentire anche sul mercato immobiliare.

 

In primo luogo sul fronte dei mutui, i cui costi dovrebbero ridursi a meno di politiche particolari da parte delle banche che potrebbero decidere di incamerarsi la probabile diminuzione dei tassi di riferimento (Euribor e Irs) aggiungendo un'equivalente manciata di punti base allo spread applicato ai finanziamenti.

 

E poi anche sul mattone fisico, che a fronte della riduzione dei rendimenti ufficiali, potrebbe riconquistare appeal tra gli investitori.

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