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15 Dicembre 2025

Le costruzioni in legno non decollano. Nel 2024 fatturato stabile nonostante il Pnrr

di red

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Nel 2024 il fatturato del comparto dell'edilizia in legno ha registrato 2,301 miliardi di euro, in linea con il 2023, "a conferma di una filiera capace di mantenere i propri volumi anche in assenza della spinta propulsiva dei bonus fiscali". È quanto emerge dall’Osservatorio sull'Edilizia in Legno 2025, realizzato dalla Federazione Filiera Legno, che sottolinea come il valore della produzione destinata alle opere pubbliche abbia superato quello delle realizzazioni private.

Nel dettaglio, il segmento residenziale privato ha registrato una contrazione del 9,2%. Di contro, il non residenziale (edifici pubblici) è salito del 20%, mentre le opere edili accessorie si sono ridotte dell'11%, penalizzate dal calo degli incentivi per manutenzioni straordinarie e interventi sul costruito. In generale, le migliori performance nel 2024 sono state registrate da aziende con un turnover superiore ai 15 milioni di euro e con strutture tecniche interne. A trainare l'intero sistema è soprattutto la spinta dei progetti finanziati dal Pnrr, che da soli rappresentano il 12% del valore di produzione 2024 delle costruzioni in legno. A livello geografico, nel 2024 il Nord Italia che, con il 51% del costruito, ha continuato a rappresentare oltre la metà delle realizzazioni. Il Centro è salito al 40% del totale, mostrando la crescita più dinamica, mentre il Sud, in aumento rispetto all'anno precedente, ha raggiunto il 9%. Per quanto riguarda le tecnologie, la costruzione a telaio nel 2024 ha rappresentato il 53% delle opere, il Clt (Cross Laminated Timber) ha mantenuto un ruolo rilevante al 41%. Le soluzioni Blockhaus e altre tecnologie hanno pesato per il 6%.

Nel 2024 è aumentata anche la quota di edifici consegnati 'al grezzo' al 31%, mentre il 48% è stato realizzato al grezzo avanzato e il 21% è stato consegnato chiavi in mano, a testimonianza di una filiera fortemente coinvolta nei grandi appalti pubblici. Il 2025, secondo l'Osservatorio di Filiera Legno, restituirà risultati che andranno ad amplificare ulteriormente tale cambiamento. La spinta del Pnrr genererà un aumento atteso degli investimenti pubblici pari a circa il 18%, mentre il settore residenziale potrebbe, secondo l'analisi dei questionari compilati dalle imprese associate, diminuire di circa il 10%. Da segnalare che studentati, RSA e strutture turistiche continuano a mostrare una domanda vivace, sostenuta da nuovi standard progettuali e da un crescente interesse verso edifici ibridi, tecnologicamente avanzati e a ridotto impatto ambientale. La Federazione sottolinea come, nel 2025, le opere pubbliche potrebbero arrivare a rappresentare fino al 60% del fatturato complessivo del comparto, confermando lo spostamento del baricentro verso il settore pubblico.

A partire dal 2026, la "progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio esistente, e in parallelo l'adozione della Legge Europea sul Clima, che conferma l'obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% entro il 2040 (rispetto ai livelli del 1990), potrà divenire un perno su cui ampliare la diffusione delle soluzioni costruttive in legno - spiega l'analisi - contribuendo a configurare il settore edile come un bacino di carbonio in grado di mitigare il riscaldamento climatico".

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