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14 Aprile 2026
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L'allarme sul pericolo bolla immobiliare proveniente da Cina o Gran Bretagna continua a risuonare tra esperti e media.
I prezzi delle case in Gran Bretagna sono sopravvalutati del 30% circa, secondo uno studio pubblicato dall'Ocse.
Ma secondo l'analisi dell'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo non si tratta degli unici Paesi dove il real estate, nel breve e medio periodo, non rappresenta la migliore opportunità d'investimento.
I dati collezionati dall'Ocse, infatti, inseriti in una relazione più ampia sulle prospettive economiche internazionali, offrono un segnale anche operativo per gli investitori transnazionali attivi sul mattone.
Fondamentalmente tale segnale è dato dalla sopravvalutazione o sottovalutazione dei prezzi di mercato rispetto a due parametri che l'analisi prende in considerazione: la media dei redditi del Paese di rigerimento e la rendita da affitti che gli immobili assicurano.
Secondo l'analisi Ocse, quindi, sono i Paesi del Commonwealth quelli dove il real estate appare più sopravvalutato.
Oltre alle isole britanniche essi comprendono la Nuova Zelanda, Australia e Canada.
Denominatore comune di questi mercati è la dinamica dei prezzi orientati al rialzo da almeno un triennio.
Tornando nel Vecchio Continente, anche i prezzi in Francia e Norvegia risultano troppo elevati.
Al contrario, i mercati immobiliari in Irlanda, Portogallo e Germania sono sottovalutati.
Stupisce la presenza della Germania tra i Paesi giudicati interessanti a scopo d'investimento.
Qui, però, nonostante la crescita costante dei valori, l'offerta resta inadeguata per il soddisfacimento della domanda.
Per quanto riguarda i due ex pigs, invece, il calo delle quotazioni vissuto gli scorsi anni avrebbe esaurito qualsiasi sopravvalutazione, rendendo i prezzi attuali una buona base di partenza per un successivo rialzo.
Un particolare livello di attenzione è dedicato dallo studio Ocse alla Spagna.
Il mercato iberico, nonostante l'incessante caduta dei prezzi degli ultimi annim resta secondo gli esperti dell'Organizzazione internazionale sopravvalutato di almeno il 5%.
In pratica, secondo l'Ocse, prima che torni interessante dal punto di vista degli investimenti sarà necessario un ulteriore limatura dei prezzi.
Calma piatta per quanto riguarda l'Italia.
Nel Belpaese non ci sono evidenze né in un senso (sopravvalutazione) né nell'altro.
Mancano però anche spunti per potere giudicare il mercato realmente interessante dal punto di vista dell'investimento.
Il Giappone, dove i prezzi sono tra alti e bassi in calo di 25 anni, resta il mercato più conveniente dei Paesi Ocse.
Nonostante un programma di stimolo senza precedenti varato dal primo ministro Shinzo Abe, i prezzi nel 2013 sono diminuiti in termini reali di quasi il 2%.
Negli Stati Uniti i prezzi continuano a salire, ma le vendite di case nuove, ma le vendite di nuove case sono in diminuzione.
Ciò è in parte dovuto alle condizioni meteorologiche avverse del primo trimestre 2014, ma anche a causa di un raffreddamento della domanda e del rincaro dei costi di finanziamento a lungo termine.
In prospettiva, comunque, gli Usa restano un mercato interessante, dove la crescita del reddito disponibile, il progressivo allentamento degli standard creditici e la pausa della domanda dovrebbero alimentare le compravendite, e quindi i prezzi, nella seconda metà del 2014 e nel 2015.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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