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27 Aprile 2026
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Sansedoni attenderà settembre.
Enrico Granata, direttore della Fondazione Mps, che possiede il 67% della società immobiliare, ha fatto sapere che l’iter della ristrutturazione sarà affrontato entro il mese prossimo, dopo che lo scorso 30 giugno è scaduta la moratoria concessa da Mps sul debito complessivo da 215 milioni di euro della Sansedoni.
“C'è una negoziazione con le banche creditrici – ha detto Granata. - Si tratta di una situazione complessa che affronteremo entro settembre”.
All’inizio dell’anno la società immobiliare aveva effettuato un cambio ai vertici proprio per rimettere in sesto la struttura patrimoniale. Nel Bilancio 2013 della Fondazione Mps si citava la possibilità per Sansedoni di accedere agli strumenti previsti per le aziende in crisi, dato che l’anno fiscale passato per l’immobiliare si è chiuso in rosso, con minusvalenze latenti per circa 77 milioni di euro relativi a progetti e ristrutturazioni. Anche il 2012 non era stato roseo, con una perdita netta di 40 milioni di euro dai 18 milioni di rosso dell’esercizio 2011.
Ciò ha portato la Fondazione senese a svalutare la propria partecipazione nella società immobiliare a 35 milioni di euro, per una perdita di 10 milioni imputati nel conto economico.
Nata nel 1999 da uno spin-off delle attività immobiliari non strategiche di Mps, Sansedoni ha visto la partecipazione della casa madre ridursi a inizio anno.
Enrico Granata, direttore della Fondazione Mps, che possiede il 67% della società immobiliare, ha fatto sapere che l’iter della ristrutturazione sarà affrontato entro il mese prossimo, dopo che lo scorso 30 giugno è scaduta la moratoria concessa da Mps sul debito complessivo da 215 milioni di euro della Sansedoni.
“C'è una negoziazione con le banche creditrici – ha detto Granata. - Si tratta di una situazione complessa che affronteremo entro settembre”.
All’inizio dell’anno la società immobiliare aveva effettuato un cambio ai vertici proprio per rimettere in sesto la struttura patrimoniale. Nel Bilancio 2013 della Fondazione Mps si citava la possibilità per Sansedoni di accedere agli strumenti previsti per le aziende in crisi, dato che l’anno fiscale passato per l’immobiliare si è chiuso in rosso, con minusvalenze latenti per circa 77 milioni di euro relativi a progetti e ristrutturazioni. Anche il 2012 non era stato roseo, con una perdita netta di 40 milioni di euro dai 18 milioni di rosso dell’esercizio 2011.
Ciò ha portato la Fondazione senese a svalutare la propria partecipazione nella società immobiliare a 35 milioni di euro, per una perdita di 10 milioni imputati nel conto economico.
Nata nel 1999 da uno spin-off delle attività immobiliari non strategiche di Mps, Sansedoni ha visto la partecipazione della casa madre ridursi a inizio anno.
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