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15 Gennaio 2026
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Savills Italian Food & Beverage Report 2025. F&B, il bread & butter dei consumi retail.
Negli ultimi due anni la spesa nei servizi di ristorazione ha continuato a crescere più velocemente del totale dei consumi e della spesa per servizi in generale. Le food court nei centri commerciali contribuiscono ad aumentare fatturato, attrattività, vendite e visitatori, grazie a format allineati alle nuove esigenze dei consumatori: maggiore varietà di offerta anche in spazi più contenuti.
Nelle high street italiane l'offerta è diversificata; nei food district milanesi la concorrenza è elevata e la vacancy è prossima allo zero.
Negli ultimi anni, il settore della ristorazione (F&B) ha affrontato diverse sfide: il calo della spesa dei consumatori, elevati costi di finanziamento che hanno frenato i consumi e l'aumento dell'inflazione che ha colpito soprattutto beni alimentari e l'energia. Le tensioni economiche hanno orientato la spesa verso prodotti a prezzi competitivi e verso le cosiddette spese esperienziali. Nel settore F&B ciò si traduce, da un lato, nella ricerca di promozioni e nella scelta di ristoranti economici, dall'altro nella maggiore frequentazione di ristoranti di fascia alta che offrono esperienze. Nelle aree metropolitane, la propensione a mangiare fuori casa si conferma più consolidata rispetto al resto del Paese e il ritorno del turismo ai livelli pre-Covid contribuisce a mitigare gli effetti del lavoro da casa.
Secondo l'Italian Food & Beverage Report 2025 di Savills, negli ultimi due anni - nonostante la diminuzione complessiva della spesa delle famiglie - i consumi nei servizi di ristorazione hanno continuato a crescere. Nel 2024 la spesa finale nel settore F&B ha raggiunto 83 miliardi di euro, pari a un incremento del 2% anno su anno in termini reali. Ristoranti, caffè e attività simili assorbono il 68% dei consumi totali, seguiti da fast food e attività di asporto (29%). Rispetto al 2019, entrambi i segmenti mostrano una crescita significativa della spesa. Contribuisce all'espansione del settore anche l'e-commerce, con 1,6 miliardi di euro generati dal food delivery.
Nei centri commerciali italiani si contano circa 160 food court, per un totale di 1.550 negozi, che contribuiscono strategicamente a incrementare i footfall, le vendite e l'attrattività complessiva degli asset. Una persona su tre visita un centro commerciale per l'offerta di ristorazione e molti brand F&B stanno pianificando un'ulteriore espansione: le nuove aperture ammontano in media a circa tre negozi per marchio, previsione confermata anche per i prossimi mesi.
Fonte: Osservatorio nazionale delle food court.
Nelle food court più recenti i ristoranti occupano meno metri quadrati rispetto al passato, sebbene l'offerta sia cresciuta in termini di numero di punti vendita. I centri commerciali di medie e grandi dimensioni registrano un fatturato per visitatore più elevato rispetto a quelli con una GLA inferiore a 20.000 mq; in particolare, la crescita maggiore del fatturato per visitatore si riscontra nei centri con una GLA superiore a 40.000 mq.
Per quanto riguarda le high street, l'offerta è variegata e si distingue principalmente per il momento della giornata in cui si usufruisce dei servizi. Milano emerge a livello nazionale come hub strategico e punto di riferimento per lo sviluppo del mercato della ristorazione, nonché punto di ingresso e di crescita di nuovi format. Sono quindici i food district identificati in città, dalle aree consolidate ai mercati emergenti come Certosa. L'offerta diurna è rivolta a impiegati, studenti e turisti ed è localizzata principalmente nel centro città o nei business district, grazie a ristoranti che offrono un servizio rapido e a catene con prezzi accessibili. L'offerta serale è più articolata e include bar con happy hour, ristoranti tipici italiani, dinner show, club e ristoranti stellati Michelin. I quartieri più rappresentativi per la vita notturna restano Moscova, Brera, Ticinese e Porta Romana, mentre aree come NoLo e Chinatown stanno emergendo e consolidando il loro posizionamento.
Francesca Cattagni, head of high street leasing: "Il settore F&B oggi si muove con rapidità: dai brand mainstream al luxury esperienziale, senza dimenticare le food court, i format si reinventano continuamente, adattandosi ai trend di mercato e alle nuove esigenze dei consumatori. Questa evoluzione non solo genera footfall e stimola gli acquisti d'impulso, ma trasforma i centri commerciali e le high street in community destinations, capaci di attrarre differenti target e offrire esperienze. Un trend che conferma Milano come hub nazionale e internazionale per l'innovazione nel settore F&B".
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È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Dalmiglio, Savills: Advisor e competenze, il ruolo strategic
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