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21 Marzo 2017

Sogeea: incidenti mortali su lavoro +34%

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Dall’analisi dei dati Inail, effettuata dal Centro Studi della Sogeea, nei primi due mesi del 2017 si sono verificati 127 incidenti mortali sul lavoro, con un aumento del 34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

     

Gli incidenti mortali nel comparto industriale hanno registrato un aumento del 72%, superato dal settore terziario a +129%, mentre sia l’artigianato sia l’agricoltura hanno fatto registrare numeri più confortanti, rispettivamente segnando una riduzione del 31% e del 57%.

L’area in cui si è verificato l’incremento più significativo è il Mezzogiorno dove c’è stato un aumento del 79%. A seguire Nord-Ovest +38%, Nord-Est +26% e Centro, unica zona del Paese in cui i decessi sono calati di un quarto rispetto ai primi due mesi dello scorso anno.

L’87% degli incidenti con esito mortale ha riguardato lavoratori italiani, una percentuale poco differente da quella dello stesso periodo del 2016, mentre è passata dal 5% al 18% la quota di donne sul totale delle vittime. In crescita anche l’ammontare complessivo degli infortuni: nei primi due mesi dell’anno le denunce sono incrementate del 2%.

Sandro Simoncini, direttore scientifico del Centro Studi Sogeea: “Si tratta di numeri estremamente preoccupanti, che confermano la tendenza che si era affermata nel secondo semestre dello scorso anno. Rispetto alla stragrande maggioranza dei Paesi europei, l’Italia continua a scontare una cronica carenza di cultura della prevenzione anche nel mondo del lavoro. Su questo si innesta il perdurare di una congiuntura economico-finanziaria assai critica, che può indurre molti a tagliare ulteriormente le risorse destinate alla sicurezza dei propri dipendenti. Anche i segnali incoraggianti che arrivano dall’agricoltura vanno presi con tutte le cautele del caso, visto che si tratta di uno dei comparti in cui è più diffuso il lavoro irregolare.

Per cercare di contrastare questa deriva c’è necessità di un salto di qualità culturale, sia da parte dei singoli lavoratori che delle aziende: si deve comprendere come anche il tema della sicurezza vada affrontato con l’attenzione e la professionalità solitamente riservata ai normali processi produttivi. Il tutto potrebbe essere aiutato da meccanismi fiscali maggiormente premianti per le realtà virtuose: oltre al peso della tragedia umana, ogni infortunio ha un costo enorme per la collettività anche in termini di spese sanitarie, per cui investire un euro oggi significa risparmiarne molti in futuro”.

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