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15 Gennaio 2026
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14 Gennaio 2026
Banca d'Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate hanno condotto il sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia relativo al terzo trimestre 2025.
Le valutazioni sui prezzi di vendita si sono rafforzate in gran parte del territorio, con crescita più marcata nelle aree urbane del Nord-Est. I margini di sconto si sono ridotti e i tempi medi di vendita sono rimasti sui minimi storici. La quota di agenzie che ha concluso almeno una compravendita è rimasta elevata per il trimestre estivo.
La domanda mostra segnali di recupero: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei potenziali acquirenti si è attenuato. L'offerta continua a ridursi, con nuovi incarichi a vendere in ulteriore flessione.
Le difficoltà di accesso al credito immobiliare si collocano su livelli contenuti. In un contesto di condizioni creditizie favorevoli, la quota di compravendite finanziate con mutuo e il rapporto tra prestito e valore dell'immobile hanno raggiunto i valori più elevati dalla metà del 2022. Si registrano pressioni al rialzo sui canoni di locazione, su cui incide il fenomeno degli affitti brevi. Nel complesso le prospettive per il quarto trimestre restano favorevoli.
Nel terzo trimestre 2025 il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei prezzi delle abitazioni è salito a 7 punti percentuali, da 5 nel trimestre precedente, e risulta in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024. Il saldo è positivo in gran parte del territorio, con la sola eccezione del Mezzogiorno, dove resta negativo ma in miglioramento; l'incremento è più marcato nelle aree urbane del Nord-Est e del Centro.
Lo sconto medio rispetto ai prezzi richiesti dai venditori si è leggermente ridotto al 7,5% (da 7,8%), confermandosi sui livelli più bassi dall'inizio della rilevazione; nelle città più grandi del Nord-Est lo sconto è sceso sotto il 5%. Il tempo medio di vendita è salito a 5,6 mesi (da 5,4), rimanendo vicino ai minimi storici.
La quota di agenzie che hanno concluso almeno una compravendita nel trimestre è rimasta in linea con i livelli di inizio anno (86%), superiore di circa 4 punti percentuali alla media dei trimestri estivi del periodo 2020-2024. La maggior parte delle operazioni ha riguardato abitazioni preesistenti. Il saldo tra agenzie che segnalano aumento e quelle che indicano riduzione delle transazioni rispetto a un anno prima resta negativo, sebbene in lieve miglioramento.
Il saldo negativo tra giudizi di aumento e diminuzione dei potenziali acquirenti si è attenuato a -15 punti percentuali (da -19 e -23 un anno prima), con un miglioramento più accentuato nelle aree metropolitane. Sul fronte dell'offerta, gli incarichi da evadere si collocano a -32 punti percentuali e i nuovi incarichi a vendere a -30.
Le principali cause di cessazione dell'incarico a vendere restano la distanza tra i prezzi richiesti e il valore delle offerte. Le difficoltà di accesso al credito sono segnalate dal 19% delle agenzie. La quota di compravendite finanziate con mutuo è pari al 65,9% e il rapporto tra prestito e valore dell'immobile al 78,4%, su livelli prossimi a quelli precedenti l'avvio, nel luglio 2022, del ciclo di rialzo dei tassi.
La crescita dei canoni di locazione prosegue, seppure con ritmi più moderati: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione si attesta a 41 punti percentuali (da 43 nel secondo trimestre 2025). La decelerazione è più pronunciata nelle aree non urbane, in particolare nel Centro e nel Nord-Est. Secondo la maggioranza delle agenzie, l'aumento dei canoni è riconducibile soprattutto alla riduzione dell'offerta, anche per la preferenza dei proprietari per affitti brevi. Il margine medio di sconto sui canoni richiesti resta intorno al 2%. Le attese per il trimestre in corso indicano ancora aumenti, con un saldo in lieve calo a 22 da 24 punti.
La quota di agenzie che considera rilevante il fenomeno delle locazioni brevi è in lieve aumento, sopra il 50%. Tra queste, oltre otto su dieci segnalano un impatto sui canoni di locazione di durata superiore ai trenta giorni; oltre il 60% lo giudica particolarmente significativo. Si attenua leggermente la percezione di influenza delle locazioni brevi sui prezzi di vendita, effetto ricondotto soprattutto alla riduzione dell'offerta di immobili destinati alla vendita.
Le attese sulla situazione del mercato in cui opera l'agenzia e su quella del mercato immobiliare nazionale migliorano rispetto al trimestre precedente e all'anno prima. I giudizi sul livello atteso dei prezzi di vendita per il quarto trimestre indicano una lieve diminuzione, con un saldo pari a -3 punti percentuali da -12 del corrispondente periodo del 2024. Nel Nord-Est e nelle aree urbane del Centro si segnalano attese di moderati aumenti. La variazione attesa dei nuovi incarichi a vendere è sostanzialmente stabile rispetto al terzo trimestre 2024.
L'indagine è stata condotta presso un campione di 1.429 agenzie immobiliari dal 22 settembre al 22 ottobre 2025.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Dalmiglio, Savills: Advisor e competenze, il ruolo strategic
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