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14 Aprile 2026
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Si è concluso a soli due giorni dall'anniversario del crollo che causò 43 vittime il 14 agosto 2018, l'abbattimento delle ultime parti rimaste ancora in piedi del ponte Morandi a Genova. La pila 2 è stata l'ultima a essere buttata giù, e ora, a parte le macerie, non c'è più traccia del viadotto che per 50 anni ha caratterizzato il panorama del capoluogo ligure. Nel frattempo vanno avanti le operazioni di costruzione del nuovo 'ponte per Genova'. La prima pila si sta già elevando e prende forma il progetto di Renzo Piano, scelto per dare un nuovo viadotto sul Polcevera ai genovesi e farli uscire prima possibile dai disagi causati alla città prima dal crollo e poi dall'assenza di un collegamento vitale, anche per i traffici del porto.
L'abbattimento. L'abbattimento del ponte ha avuto un'accelerazione ideale, e sotto molti aspetti anche mediatica, lo scorso 28 giugno con l'esplosione controllata delle pile 10 e 11. La demolizione ha dovuto attendere il via libera della magistratura, che nei primi mesi dopo il crollo ha 'congelato' la scena per l'inchiesta, ed è stata avviata a gennaio 2019, con tecniche di smontaggio meccanico. Un abbattimento controllato che è proseguito per mesi in sordina, fino alla spettacolare esplosione del 28 giugno.Nel corso del 2019 sono state demolite con complesse metodologie di taglio ed abbassamento a terra le porzioni del ponte rimaste in piedi nella parte ovest. Il 28 giugno sono invece state abbattute le pile strallate 10 e 11 della porzione est, quelle sopra l'abitato, e per questo erano prima stati demoliti i condomini che si trovavano direttamente sotto il ponte. Per evitare l'eccessiva diffusione di polveri sollevate dalle macerie, è stato anche innalzato un 'muro' d’acqua fino a un'altezza di circa 90 metri. L'esplosione controllata, ripresa dalla telecamere delle tv di tutto il mondo, è durata complessivamente 6 secondi: sono stati utilizzati circa 500 inneschi, oltre 500 chili di dinamite e 5mila metri di miccia.
La ricostruzione. Per costruire il nuovo ponte si procederà attraverso varie fasi, e l'obiettivo è di inaugurarlo nella primavera del 2020. La prima colata di cemento è stata effettuata già tre giorni prima del definitivo abbattimento dell’ex viadotto, il 25 giugno scorso. Entro dicembre, le società incaricate del progetto pensano di riuscire a consegnare l’impalcato su cui poi sarà costituito il ponte. Il nuovo viadotto, che costerà 202 milioni di euro, è una struttura in acciaio, con una travata continua di lunghezza totale di 1.100 metri, costituita da 20 campate. Il progetto, del quale si occupano Fincantieri e Salini Impregilo, prevede pile in cemento armato con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul Polcevera e di quella che passa sopra le linee ferroviarie, che sarà di 100 metri
.La linea, disegnata dal senatore a vita Renzo Piano, sarà ispirata a una nave ormeggiata, non ci saranno i tiranti e la carreggiata sarà larga 25 metri. I piloni saranno 22 e il ponte sarà illuminato da 43 lampioni, come le vittime del crollo del 14 agosto 2018.
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