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17 Aprile 2026
Sarà la cordata formata da Fincantieri-Salini Impregilo a ricostruire il Ponte di Genova, e la scelta sarebbe arrivata nella tarda serata di ieri.
La decisione verrà annunciata, salvo colpi di scena, oggi alle 16 dal sindaco di Genova e commissario Mario Bucci. Fino all'ultimo Bucci ha tentato di coinvolgere anche l'altra cordata guidata da Cimolai (che aveva presentato un progetto che, almeno a livello tecnico, era stato molto apprezzato dalla commissione che ha selezionato i progetti presentati) ad essere della partita, ma non è riuscito ad arrivare ad un'intesa.
In queste ore i contatti con Palazzo Chigi e il dicastero delle Infrastrutture sono stati febbrili per chiudere il cerchio. E, come detto, la scelta è caduta sulla cordata che vede Fincantieri tra i protagonisti. L'obiettivo di Bucci, che ha trattato sino a notte fonda era quello di evitare ricorsi di tipo e, ovviamente, eventuali ritardi nella ricostruzione del viadotto che, secondo alcune stime, costerà circa 470 milioni di euro. Soldi che, a giudizio del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e dello stesso esecutivo, dovrebbero essere pagati da Autostrade ma che lo Stato è pronto ad anticipare qualora la società del gruppo si opponga. Non è un mistero che il commissario punti a riunire sotto uno stesso "cappello" la cordata che gestisce la demolizione (Fagioli-Omini-Vernazza- Ireos e altri) e chi dovrà occuparsi di ricostruire. Ma l'esperienza del piano di demolizione (elaborato da 10 aziende poi rimaste in cinque) dimostra che sino all'ultimo potrebbero esserci sorprese.
E da definire rimane anche il ruolo di Renzo Piano: al suo disegno si è ispirato il progetto di Salini -Fincantieri, ma il commissario vorrebbe coinvolgere l'archistar anche in un ruolo "ufficiale" nella ricostruzione. E poi c'è il nodo dei tempi: Bucci vuole il ponte costruito e "percorribile" entro Natale del prossimo anno. Ma questo comporterà una contrazione dei tempi previsti inizialmente dalla cordata. In fin dei conti il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli hanno sempre assicurato che la ricostruzione avrebbe avuto un impronta 'statale': "I lavori a Fincantieri e a Cassa depositi e prestiti", avevano dichiarato il 28 agosto, a pochi giorni dal crollo della vigilia di Ferragosto.
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