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8 Febbraio 2019

Strage Genova, al via demolizione lato Ovest Ponte Morandi

di G.I.

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Iniziano i lavori di demolizione sul moncone Ovest del Ponte Morandi a Genova crollato il 14 agosto scorso. Le attività sono già iniziate ma la giornata clou sarà oggi quando la trave "gerber" (quella appoggiata nella porzione compresa tra le pile 7 e 8 del moncone di Ponente) verrà calata a terra da un'altezza di 48 metri di un tratto di strada lungo 36 metri e largo 18, del peso di oltre 900 tonnellate.

Gli addetti ai lavori stimano un arco temporale di 7 ore, poi si andrà avanti fino a che tutto il moncone non sarà smantellato.

L'unica variabile, fanno sapere dalla struttura commissariale, è il vento che potrebbe rallentare i lavori di demolizione. Ma la road map del primo smontaggio è già definita. Dopo che ieri è stato completato l'allestimento degli strumenti necessari per calare giù la trave, oggi si procederà allo smantellamento vero e proprio.

Resta invece ancora da capire quali saranno le tempistiche per la demolizione della parte Est del viadotto che è ancora sotto sequestro. Prima di procedere con lo smantellamento occorrerà che i periti nominati dalla Procura di Genova facciano dei sopralluoghi per poi stilare una perizia, così come accaduto per la parte Ovest. I lavori di demolizione dovranno concludersi entro il 31 marzo, data che il sindaco Bucci ha indicato come l'inizio della costruzione della nuova infrastruttura che sarà pronta entro aprile 2020.

Il nuovo ponte sarà realizzato dall'architetto Renzo Piano e alla ricostruzione parteciperanno Salini Impregilo , Fincantieri  e Italferr. Il costo complessivo dell'opera è di 202 mln euro.

Intanto si terrà una nuova udienza dell'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Genova proprio sul crollo del Ponte che ha già visto indagate 21 persone tra cui anche l'a.d. di Aspi, Giovanni Castellucci. Oggi dovrebbe essere consegnata a tutti i periti la relazione stilata e tradotta in italiano delle analisi condotte nel laboratorio in Svizzera dove sono stati trasportati i pezzi della pila 9 crollata ad agosto. Da quanto si apprende sarà una udienza interlocutoria durante la quale verranno fissate le modalità, la durata della demolizione e la tempistica dei sopralluoghi da parte dei periti. I consulenti dell'accusa sono propensi a sostenere che il crollo del Viadotto sia dovuto essenzialmente al crollo degli stralli; mentre i periti della difesa sostengono che la causa sia da ricondurre ad agenti esterni, in particolare alla bobina di acciaio trasportata dal tir che si sarebbe sganciata, colpendo un pilone o sfondando l'impalcato.

Nel frattempo l'attività investigativa va avanti. La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati altre 10 persone - tecnici e dirigenti di Aspi e Spea - con l'accusa di falso in procedimento connesso ai controlli su altri cinque viadotti che presenterebbero delle criticità. L'ampliamento delle indagine avrebbe portato la Procura a sostenere che i dati sulla salute Ponte Morandi trasmessi da Autostrade per l'Italia al ministero dei trasporti, sarebbero stati alterati. In altre parole i tecnici del Provveditorato alle opere pubbliche incaricati di esprimere un parere sulla ristrutturazione del viadotto (oggi tutti indagati), avrebbero valutato la situazione sulla base di dati fallati. A stretta giro è arrivata la risposta di Spea secondo cui "i tecnici operano con correttezza e diligenza nello svolgimento delle attività di ingegneria e sorveglianza della rete autostradale. Sulla base delle informazioni di cui è in possesso, la Società esclude categoricamente che alcuni report sullo stato di manutenzione dei viadotti possano essere stati modificati o alterati con intento doloso". 

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