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29 Aprile 2026
Il Tar della Regione Toscana ha accolto i ricorsi presentati dai comitati e dai "Comuni della Piana", annullando il decreto legge relativo all'approvazione della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per la costruzione della nuova pista dell'aeroporto di Firenze. Toscana Aeroporti (gestore degli scali di Pisa e Firenze),"apprende con sconcerto l'esito delle sentenze".
"Appare chiaro", sottolinea la società, "come purtroppo sia impossibile realizzare opere infrastrutturali in Italia in quanto il Giudice ha completamente rovesciato la valutazione data dalla commissione nazionale ministeriale di esperti, condivisa e avvallata dai ministeri competenti di tre governi diversi (Renzi, Gentiloni, Conte) circa l'idoneità della documentazione tecnica a dimostrare l'assenza di impatti negativi sull'ambiente. Secondo il Tar infatti, l'amministrazione avrebbe dovuto chiedere ulteriori approfondimenti laddove invece ha ritenuto l'istruttoria esaustiva e completa".
Nel ricordare che la Via possiede un "livello nformativo e di dettaglio almeno equivalente a quello del progetto di fattibilità", la società ritiene di aver fatto "tutto quanto le è stato richiesto nel corso dei procedimenti amministrativi".
Toscana Aeroporti ritiene che "la sentenza non affronta profili giuridici ma entra nel merito dei dettagli tecnici sovvertendo il giudizio dei tecnici istituzionali all'uopo preposti. Appare, peraltro, quantomeno singolare che il Giudice, entrato nel merito dei dettagli progettuali, non si sia avvalso di un proprio consulente tecnico e che la sentenza sia stata deliberata lo stesso giorno dell'udienza. In pratica, in qualche ora il Collegio giudicante ha studiato, approfondito e valutato senza aver alcuna competenza tecnica in materia 146 elaborati progettuali e un totale di 399 elaborati tecnici e ambientali, la cui predisposizione e approvazione ha visto impegnati tecnici ministeriali e istituzionali qualificati e varie Università per oltre due anni e mezzo. Il Giudice censura, infine, che dell'Osservatorio ambientale, a cui sono state demandate le verifiche di ottemperanza alle prescrizioni, non abbia fatto parte alcun rappresentante dei Comuni avversi all'opera. Non esiste una Legge che preveda ciò che il Giudice ha stabilito. La sentenza interrompe pertanto le procedure necessarie alla la realizzazione dell'intervento malgrado la favorevole conclusione della Conferenza dei Servizi".
La società ha dato mandato ai propri legali in difesa dei propri legittimi interessi, dei suoi azionisti, della Città di Firenze che aspetta questa opera da 50 anni e di tutti quelli che vogliono infrastrutture come motore di sviluppo e di benessere, di proporre immediatamente appello al Consiglio di Stato con richiesta di sospensiva.
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