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Mario Valducci, presidente di Invimit SGR (società di gestione del risparmio interamente detenuta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), è intervenuto alla tavola rotonda Rigenerare la città: prospettive per il futuro, che ha concluso il workshop Il futuro delle città: ricerca e innovazione per lo sviluppo e la rigenerazione urbana tenutosi presso l'Università Bocconi.
"Ringrazio l'Università Bocconi e le altre tre università milanesi al centro del progetto MUSA, Ecosistema dell'Innovazione finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per aver promosso questa occasione di confronto sulla transizione sostenibile, in particolare a Milano. Come Invimit siamo impegnati nel riaccendere i "buchi neri" delle nostre città: aree ed edifici pubblici in disuso, numerosi su tutto il territorio nazionale, che spesso diventano luoghi di degrado e di delinquenza. Attraverso lo strumento di REgenera, il progetto di partenariato pubblico-privato avviato dalla nuova governance di Invimit, siamo al lavoro insieme all'amministratore delegato Stefano Scalera, alle istituzioni e all'imprenditoria locale, e con il supporto del governo, per ridare una nuova funzione ad asset di proprietà dei fondi gestiti dalla SGR che da anni attendevano una nuova vita. Negli ultimi mesi sono stati proposti al mercato 31 di questi beni, alcuni dei quali mostrati in foto per evidenziare le condizioni di abbandono. Per 24 di essi sono state ricevute proposte (molte ormai finalizzate) per nuove funzioni utili a soddisfare le esigenze sociali dei territori in cui si trovano, tra cui residenze per anziani autosufficienti, studentati, hub culturali e uffici pubblici per i quali in precedenza si pagava l'affitto a privati. I lavori di riqualificazione, resi possibili da un mix di risorse pubbliche e private, genereranno occupazione e ricchezza e, una volta concluso il processo di rimessa in funzione, valore per la comunità del territorio. «Trasformare gli asset pubblici da buchi neri in risorse è la nostra missione".
Tra le immagini mostrate durante l'intervento figurano anche le riprese dall'alto dell'area di Piazza d'Armi a Milano (di proprietà di uno dei fondi gestiti da Invimit), situata nella zona nord-ovest della città, nelle vicinanze dell'ospedale San Carlo e nei pressi di San Siro.
«Piazza d'Armi è un buco nero che vogliamo riaccendere. È una delle pochissime aree (41 ettari) ancora da sviluppare in città; in passato era adibita ad area militare per addestramento ed esercitazioni con manovre per i carrarmati ed è in disuso da oltre 20 anni. La SGR, di concerto con l'amministrazione comunale e attraverso il dialogo con gli attori del territorio, ha avviato il progetto di rigenerazione urbana del compendio. Il concept della riqualificazione, ora al vaglio degli uffici comunali, è concentrato sulla realizzazione e strutturazione di aree ecosostenibili che costituiscano un punto di riferimento per la qualità della vita, non solo per gli abitanti della zona. È previsto che oltre l'80% della superficie ospiti un grande parco urbano della città, il secondo per estensione, valorizzando le peculiarità di flora e fauna presenti e includendo playground e strutture sportive. Le nuove edificazioni riguarderanno la porzione complementare minoritaria, con edilizia poco invasiva, collegamenti interni ciclopedonali e altezze e densità ridotte, in misura molto inferiore alle nuove volumetrie consentite. Una parte sostanziale dei nuovi appartamenti sarà destinata alla locazione, a canone ridotto rispetto al mercato (tra il 25% e il 30% dello stipendio di ciascun inquilino), per giovani coppie e lavoratori fuori sede impiegati nei servizi pubblici essenziali. È una sfida che intendiamo affrontare con il contributo di tutti".
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