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12 Febbraio 2014

Acp e Gupc tornano in sintonia sul Canale di Panama

di Redazione

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Accordo raggiunto tra l'autorità di gestione del Canale di Panama (Acp) e la cordata Gupc, guidata dalla società spagnola Sacyr e partecipata da Salini Impregilo con una quota del 38%, per il riavvio dei lavori di ampliamento della diga tra i due oceani.

 

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Expansion, infatti, dopo giorni di stallo e dopo che l'Acp aveva fatto saltare a sorpresa un primo tavolo di trattative sul riconoscimento di extracosti per 1,6 miliardi di dollari per i lavori d'ampliamento, le parti avrebbero trovato un nuovo solido punto di incontro sulla questione.

 

L’intesa sarebbe stata raggiunta dopo negoziati tesi e faticosi.

 

Negoziati che, peraltro, non si possono ancora dire del tutto conclusi.

 

Secondo il responsabile dell'Apc, Jorge Quijano, infatti, sul tavolo ci sarebbero ancora alcune questioni su cui tutti i soggetti coinvolti sono comunque impegnati per trovare una soddisfacente soluzione.


Ma secondo fonti ufficiose si tratterebbe di dettagli.
 

In particolare, l’accordo definirebbe la ripartizione di tutti gli extracosti su lavori che complessivamente superano i 5 miliardi di dollari e soprattutto le complesse garanzie finanziarie e bancarie alla base l’opera.

 

La ripresa dei lavori per l’opera, che dovrebbe aprire a metà del 2015 per entrare pienamente operativa dal 2016 e che a regime dovrebbe generare ricavi per circa 6 miliardi di dollari all’anno, dovrebbe quindi essere solo questione di tempo.

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