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12 Maggio 2026
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Seimiladuecento abitazioni di edilizia residenziale pubblica con 6mila famiglie in lista d'attesa da anni; case pubbliche pari al 2% del patrimonio abitativo, più di 2mila sfratti in 12 mesi.
Questi i dati drammatici forniti dal Sunia sulla situazione abitativa della città di Modena.
A pochi giorni dal voto, il sindacato inquilini lancia quindi un appello ai candidati modenesi alle elezioni politiche, affinché “nel loro futuro ruolo di parlamentari contribuiscano a fare delle politiche abitative una delle priorità da affrontare”.
“Nella nostra provincia, nonostante gli sforzi, l'offerta di soluzioni abitative - scrive il Sunia nella lettera ai candidati - è ancora lontana dal fabbisogno reale.
Le abitazioni di edilizia residenziale pubblica assegnate in provincia di Modena sono 6.200, a fronte di una lista di attesa di oltre altre 6mila domande che da anni attendono risposta.
Le case pubbliche del Comune di Modena sono il 2% del patrimonio abitativo, cifra ben lontana dagli standard europei dove gli alloggi pubblici sono il 20%”.
Inoltre, secondo i dati Sunia, “nel mercato privato i canoni di affitto non sono sopportabili, da anni aumentano gli sfratti per morosità incolpevole e le nostre stime indicano che nel 2012 sono stati oltre 2.000 questo mentre il fondo sociale per l'affitto ha perso nel tempo efficacia e se prima le famiglie bisognose riuscivano ad ottenere un contributo che serviva a pagare 5-6 mesi di affitto, nell'ultimo anno di funzionamento del fondo si è avuto un contributo pari ad una mensilità (600 euro)”.
Per correre ai ripari, secondo il Sunia, occorre attivare subito gli strumenti già a disposizione: “Prima di tutto - si legge ancora nella lettera- è urgente rifinanziare il 'Fondo sociale per l'affittò con adeguate risorse nazionali che dal 1999 sono invece andate in calare e oggi sono praticamente azzerate.
Poi, bisogna trasformare il Fondo provinciale salva-sfratti, creato a Modena per tamponare le emergenze, in un ammortizzatore sociale permanente.
Infine occorrerebbe dare forza all'Agenzia casa (accordo tra pubblico e privati per la locazione a canone calmierato, in cambio di alcune garanzie) realizzata in diverse province dell'Emilia-Romagna, incentivandone l'uso con risorse pubbliche e agevolazioni fiscali per i proprietari (riduzione di Irpef, imposta di Registro e Imu).
Infine, secondo il Sunia “sicuramente va rivista la cedolare secca che ha prodotto un buco nelle casse dell'Erario e non ha fatto emergere il nero e va prevista l'introduzione del canone pagato dall'inquilino in dichiarazione dei redditi per creare un positivo conflitto di interessi tra locatore e locatario”.
Questi i dati drammatici forniti dal Sunia sulla situazione abitativa della città di Modena.
A pochi giorni dal voto, il sindacato inquilini lancia quindi un appello ai candidati modenesi alle elezioni politiche, affinché “nel loro futuro ruolo di parlamentari contribuiscano a fare delle politiche abitative una delle priorità da affrontare”.
“Nella nostra provincia, nonostante gli sforzi, l'offerta di soluzioni abitative - scrive il Sunia nella lettera ai candidati - è ancora lontana dal fabbisogno reale.
Le abitazioni di edilizia residenziale pubblica assegnate in provincia di Modena sono 6.200, a fronte di una lista di attesa di oltre altre 6mila domande che da anni attendono risposta.
Le case pubbliche del Comune di Modena sono il 2% del patrimonio abitativo, cifra ben lontana dagli standard europei dove gli alloggi pubblici sono il 20%”.
Inoltre, secondo i dati Sunia, “nel mercato privato i canoni di affitto non sono sopportabili, da anni aumentano gli sfratti per morosità incolpevole e le nostre stime indicano che nel 2012 sono stati oltre 2.000 questo mentre il fondo sociale per l'affitto ha perso nel tempo efficacia e se prima le famiglie bisognose riuscivano ad ottenere un contributo che serviva a pagare 5-6 mesi di affitto, nell'ultimo anno di funzionamento del fondo si è avuto un contributo pari ad una mensilità (600 euro)”.
Per correre ai ripari, secondo il Sunia, occorre attivare subito gli strumenti già a disposizione: “Prima di tutto - si legge ancora nella lettera- è urgente rifinanziare il 'Fondo sociale per l'affittò con adeguate risorse nazionali che dal 1999 sono invece andate in calare e oggi sono praticamente azzerate.
Poi, bisogna trasformare il Fondo provinciale salva-sfratti, creato a Modena per tamponare le emergenze, in un ammortizzatore sociale permanente.
Infine occorrerebbe dare forza all'Agenzia casa (accordo tra pubblico e privati per la locazione a canone calmierato, in cambio di alcune garanzie) realizzata in diverse province dell'Emilia-Romagna, incentivandone l'uso con risorse pubbliche e agevolazioni fiscali per i proprietari (riduzione di Irpef, imposta di Registro e Imu).
Infine, secondo il Sunia “sicuramente va rivista la cedolare secca che ha prodotto un buco nelle casse dell'Erario e non ha fatto emergere il nero e va prevista l'introduzione del canone pagato dall'inquilino in dichiarazione dei redditi per creare un positivo conflitto di interessi tra locatore e locatario”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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