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14 Aprile 2026
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Caro Maurizio Cannone, Direttore di Monitorimmobiliare
Mentre nei giorni seguenti l'ennesimo evento sismico la stampa riporta, oltre ai dolorosi avvenimenti di cronaca, l'altrettanto ennesima polemica politica del giorno dopo, amaramente associazioni, ordini, corpi intermedi e cittadini registrano come sia instabile tanto la geologia del nostro Paese quanto la sua rappresentanza politica.
Concentrarsi sui contenuti, sulle cose da fare, sulla programmazione e sulla sicurezza dei cittadini appare un obiettivo lontano che difficilmente sembra avere l'esito che serve alla comunità.
Non vorrei essere frainteso, intendiamoci. Molte delle questioni aperte, Casa Italia, verifica preventiva, classificazione sismica, certificazione d’idoneità, ecc. sono passaggi irrinunciabili di raggiungimento dell'obiettivo di una crescente coscienza civica rispetto a un territorio fragile dal punto di vista sismico, e come tali sono questioni che sono diventate oramai irrinunciabili per il nostro Paese.
Ma occorrono alcune riflessioni, a monte, che potrebbero servire a rendere sistematica e duratura la volontà di cambiare la mentalità delle persone nell'affrontare questo tipo di rischio che, oltre ad essere pericoloso per la vita della gente, incide, a volte in modo irreversibile specialmente in Italia, sulla sfera patrimoniale dei cittadini.
Intanto deve essere fondamentale partire dal basso, modificando radicalmente l'approccio educativo a partire dai più giovani, rendendoli partecipi dei rischi e della modalità di mitigarne gli effetti. Occorre avere nuove generazioni alle quali far capire che l'abuso, oltre che essere un reato, mette a repentaglio la vita propria e dei propri cari e che vivere in un Paese dove tutto può crollare, o può essere travolto da una piena di un fiume o da una frana, comporta conoscere quale rispetto debba essere riservato al territorio per poterne fruire nella piena libertà, garantendo sicurezza per tutti e tutelando la sfera patrimoniale pubblica e privata.
Tanto per essere chiari, i miei figli, che seguono programmi ministeriali alla scuola primaria di primo e di secondo grado (le cosiddette scuole dell'obbligo dei miei tempi), non hanno alcun rudimento sui terremoti, sulle frane e sulle alluvioni, se non circoscritto al fatto che l'Italia è un Paese a rischio sismico elevato, con un assetto idrogeologico fortemente instabile e che, quando ci sono fenomeni di forte intensità, si può anche morire.
Punto. O, come direbbe Totò: "Due punti!!"
Partire dal basso è la base per il futuro, e forse con essa si genererà anche una diversa coscienza dei giovani cittadini di essere futuri contribuenti, e come tali di poter usufruire del salvifico Sisma Bonus, destinato prevalentemente alle zone del centro Sud a rischio sismico elevato, nelle quali il tasso di evasione fiscale è oggi epidemico.
Poi c'è il settore delle costruzioni, che su questa partita può giocare un ruolo tanto fondamentale quanto di grande e non delegabile responsabilità.
Ma questo ruolo, è necessario domandarsi, chi lo giocherà?
L'attuale sistema delle imprese? Centinaia di migliaia di partite IVA con una media di due/tre addetti che esternalizzano qualsiasi servizio, ivi compreso il responsabile della sicurezza, per lo più sprovviste di direttore tecnico, il cui titolare è un soggetto qualsiasi al quale basta una carta di identità o una firma in una qualsiasi Camera di Commercio?
Anche il settore dovrà fare autocritica e lavorare per quanto gli compete con le stesse direttrici che s’indicavano come possibili strade per i più giovani nostri studenti.
Formazione e responsabilità.
Nella formazione, garantendo al sistema bilaterale datoriale e sindacale delle Scuole Edili il protagonismo che si merita nel generare soggetti capaci e poco inclini ai compromessi quando si tratta di garantire la vita è il patrimonio delle persone.
Nella responsabilità, auspicando che una legge "vera" di qualificazione delle imprese di costruzioni nel mercato privato, e non quel debole articolato da molto tempo fermo nelle commissioni parlamentari, inadeguato e mortificante sia per le rappresentanze artigianali che industriali, inibisca ad apprendisti stregoni di diventare protagonisti di una parte del mercato, dedicata proprio alla tutela della sicurezza della vita delle persone e al mantenimento del patrimonio delle famiglie.
Su questo la politica con urgenza dovrebbe attrezzarsi e, abbandonando le polemiche del giorno dopo, rispondere con urgenza invertendo il trend consolidato di commentare, ormai quasi annualmente, le emergenze e le perdite di vite umane.
Marco Dettori
Presidente Assimpredil Ance Milano
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