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29 Aprile 2016

Bankitalia: dal mercato immobiliare segnali di ripresa (Bollettino)

di cas

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“Il mercato immobiliare mostra segnali di ripresa". È quanto si legge nel Bollettino sulla stabilità finanziaria di Bankitalia nel quale si sottolinea come "si è interrotta la flessione dei prezzi delle case e il numero di compravendite continua gradualmente ad aumentare. Diversi indicatori segnalano che la ripresa dovrebbe continuare nei prossimi mesi, con effetti positivi per la stabilità finanziaria. Migliora la redditività dei fondi immobiliari, che rimane tuttavia negativa ed esposta a incertezze”.

Segnali positivi arrivano anche sugli istituti di credito. Migliorano gli indicatori di rischiosità delle banche, mentre le misure messe in campo dal Governo -la Gacs, ma soprattutto Atlante- favoriranno lo sviluppo del mercato degli Npl. In particolare, precisa Bankitalia, migliora la qualità del credito bancario, mentre "il tasso di deterioramento dei prestiti continua a scendere e il flusso di nuove sofferenze dovrebbe ridursi nei prossimi mesi; il tasso di copertura dei crediti deteriorati, pari al 45,4% alla fine del 2015, è in linea con quello medio delle principali banche europee; le garanzie sui crediti deteriorati sono superiori al valore a cui tali crediti sono iscritti nei bilanci delle banche".

"Incentivi allo sviluppo del mercato dei crediti deteriorati potranno venire dallo schema di garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni di crediti in sofferenza (Gacs) e dall’attività del fondo Atlante", ha sottolineato Via Nazionale spiegando che "permangono divari tra le valutazioni di banche e investitori che continuano a rappresentare un ostacolo allo sviluppo del mercato dei crediti deteriorati".

A proposito del fondo Atlante, Bankitalia ha messo in evidenzia come "il mercato ha accolto positivamente il lancio di Atlante. Dal 7 aprile, giorno in cui sono state diffuse le prime notizie sulla costituzione del fondo, al 26 dello stesso mese le quotazioni azionarie delle banche italiane sono aumentate in media del 20% e i premi medi dei credit default swap (CDS) si sono ridotti di circa 50 punti base".

Sull'andamento in Borsa dei titoli delle banche, ha ricordato Via Nazionale, ha pesato proprio "l'elevato ammontare di crediti deteriorati, ereditati dalla lunga recessione, oltre che l'incertezza degli investitori sull'esito di alcune operazioni di rafforzamento del capitale. Da novembre i corsi azionari degli istituti di credito italiani sono diminuiti del 30% (22% per le banche europee), e la loro volatilità è aumentata, con picchi di oltre il 40. I premi sui credit default swap (CDS) sono cresciuti da 170 a 260 punti base (da 80 a 130 per un campione di grandi banche europee).

Sul fronte del credito, la ripresa economica -secondo quanto emerge dal bollettino- si sta riflettendo solo molto "gradualmente sulla crescita del credito al settore privato". In particolare, Palazzo Koch ha segnalato un sensibile scostamento del rapporto di lungo periodo tra credito e Pil, il relativo gap è negativo tra 5 e 7 punti a seconda delle metodologie utilizzate. Si tratta di un calo che "si interromperebbe soltanto alla fine del 2017. Questo indicatore resterebbe su valori negativi per tutto l’anno prossimo anche qualora la crescita del credito fosse significativamente più rapida di quella dello scenario di base".

Più in generale, "le condizioni di offerta del credito bancario, in progressiva distensione, restano improntate a prudenza. L’aumento dei prestiti è limitato alle fasce di clientela di migliore qualità, quali le famiglie e le imprese in condizioni finanziarie solide, specialmente quelle grandi; continuano a ridursi i prestiti alle piccole imprese", osserva il rapporto". I prestiti trarranno impulso dalle nuove misure della Bce, ma la ripresa del credito "potrebbe essere frenata dall’incertezza sulle prospettive di crescita", ha precisato Via Nazionale.

Sul fronte dei numeri delle banche, precisa il bollettino, "la redditività e' in aumento, ma rimane ancora inferiore a quella media delle altre banche europee". "Alla fine del 2015 -si legge ancora- il rapporto tra il capitale di migliore qualità e le attività ponderate per i rischi (CET1 ratio) era pari al 12,3%, con significative differenze tra le diverse classi dimensionali di intermediari. La recente riforma delle banche di credito cooperativo consentirà di rafforzare la loro capacità di accesso al mercato".

Più distesi i rapporti tra le banche e la clientela. "Sono rientrate le tensioni sulla raccolta di alcuni intermediari registrate all'inizio dell'anno a seguito della risoluzione di quattro banche avvenuta lo scorso novembre", ha sottolineato Bankitalia precisando che "non vi sono stati deflussi di depositi verso l'estero o altre forme di investimento. La liquidità del sistema bancario italiano è adeguata a fare fronte a eventuali situazioni di stress".

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