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Le stime del Governo contenute nel Def 2017-19 sono plausibili, ma sono soggette a rischi di ribasso. Serve quindi un'azione decisa sui conti pubblici per far scendere il debito e una politica di riforme che possa sostenere una crescita forte e duratura.
È questo il giudizio di Bankitalia sul Def espresso nel corso di un'audizione presso la commissione Bilancio di Camera e Senato dal vicedirettore generale, Luigi Federico Signorini.
Lo scenario macroeconomico delineato dal Def "non può dirsi implausibile sulla base dell'attuale situazione congiunturale ma resta il rischio di evoluzioni meno favorevoli", ha sottolineato Signorini aggiungendo che "il Def ha definito chiaramente l'inversione di tendenza del debito rispetto al prodotto come obiettivo strategico del Governo. È un fatto positivo e importante che, nonostante il peggioramento delle proiezioni di crescita, sia stato confermato l'obiettivo di avviare la riduzione del debito a partire da quest'anno".
Sempre sulla riduzione del debito, Signorini ha messo in evidenza come "i margini non sono ampi" e quindi per garantire il raggiungimento dell'obiettivo "sarà necessario mantenere durante l'anno uno stretto monitoraggio sui conti pubblici, anche in connessione con l'evoluzione del quadro economico".
Inoltre, ha aggiunto, "se si vuole mantenere e consolidare la fiducia dei mercati è importante conseguire nel corso del tempo una riduzione del debito chiara, visibile e progressiva". Sarebbe inoltre necessario "allo stesso tempo - ha proseguito Signorini - completare il programma di riforme credibilmente avviato, a sostegno delle prospettive di crescita".
Parlando delle clausole di salvaguardia, Signorini ha spiegato che "la disattivazione e' tutto sommato condivisibile, dato l'effetto recessivo che esse potrebbero avere in una fase di ripresa ancora debole. L'esperienza di questi anni però mi pare abbia mostrato – ha sottolineato Signorini – che tali clausole, che non rappresentano un committment assoluto perché possono essere revocate, non sono uno strumento efficace per rafforzare la credibilità nel risanamento delle finanze pubbliche. Se ripetutamente disattese – come di fatto è accaduto – possono accrescere l'incertezza. Non vi è alternativa a interventi rigorosi ed efficaci sulle entrate e sulle spese".
In merito alla situazione dei conti pubblici, il vice direttore generale di Via Nazionale ha sottolineato che "un Paese con un alto debito pubblico è esposto a rischi elevati in caso di shock avversi dell'economia". Per Signorini, "l'incremento del debito ha riflesso soprattutto la stagnazione del prodotto nominale. L’eredità della crisi per le finanze pubbliche è pesante. Dal 2007 a oggi il rapporto tra il debito pubblico e Pil è aumentato di un terzo".
Signorini ha aggiunto che "se dall'inizio della crisi il prodotto reale fosse cresciuto in linea con il decennio precedente e il deflatore in linea con l'obiettivo di inflazione dell'area dell'euro, per un puro effetto meccanico il peso del debito sarebbe oggi di solo 3 punti – anziché di 33 – superiore a quello del 2007. L'intenzione del Governo di riordinare l'impianto complessivo della tax expenditure e il prosieguo dell’attività di spending review rappresentano obiettivi condivisibili, potendo accrescere l'efficienza sia del sistema fiscale sia della spesa pubblica. Anche il contrasto all'evasione e all'elusione fiscale è importante, ma le risorse attese da provvedimenti in materia andrebbero valutate in modo prudenziale".
Quanto al mercato del lavoro, "andrà considerata con attenzione l’opportunità di prevedere riduzioni permanenti del cuneo fiscale, a beneficio della crescita dell'occupazione", ha aggiunto Signorini sottolineando come il jobs act "ha dato un contributo non trascurabile all'espansione dell'occupazione, innestandosi sulla spinta attribuibile alla ripresa ciclica e al minore costo del lavoro derivante dagli sgravi contributivi".
In merito alle misure messe in campo dall’Esecutivo sui crediti deteriorati, il vice DG di via Nazionale ha espresso parole di soddisfazione. "Sono opportune” e bisogna “continuare su quella strada: intervenire ancora di più, se necessario. La questione dell'incidenza delle sofferenze sta diventando estremamente importante per la visione dei mercati finanziari sullo stato di salute del sistema finanziario italiano". Tuttavia, a questo problema, "viene data anche più importanza di quella che ha perché le sofferenze è vero che ci sono, ma sono anche assistite da collaterali o livelli di garanzia superiore di altri Paesi. Quindi, complessivamente, non è un problema delle dimensioni come a volte è rappresentato", ha concluso.
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