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23 Aprile 2026
Il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese ha dato una mano alla crescita economica italiana, tuttavia il quadro generale resta molto fragile.
Lo si legge nel bollettino economico di Banca d'Italia, che sottolinea come “secondo le nostre indagini, l'accelerazione dei pagamenti dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche ha fornito un sostegno all'accumulazione di capitale produttivo delle imprese e alla ripresa dell'attività”.
“Il monitoraggio del ministero dell'Economia - spiega Via Nazionale - diffuso alla fine di marzo, indica che i pagamenti (compresi i rimborsi fiscali) effettuati in base agli interventi legislativi approvati lo scorso anno erano pari a oltre 23 miliardi di euro”.
“Le indagini qualitative segnalano che nel 2013 c'è stata una riduzione dei tempi di pagamento dei debiti, sebbene di entità contenuta”.
Segnali positivi, che però si inseriscono in un quadro ancora caratterizzato dall'estrema fragilità del sistema economico nazionale.
Molti indicatori restano infatti ben al di sotto dei livelli del 2007, ultimo anno di crescita.
Soprattutto prosegue senza cambiamenti significativi la crisi del mercato del lavoro con le conseguenze negative sull'andamento dei conusmi delle famiglie.
“Ci sono segnali di una lenta estensione della ripresa – segnala infatti il bollettino di Bankitalia – e l'andamento della produzione industriale e le inchieste presso le imprese indicano che l'attività economica ha continuato a crescere moderatamente nei primi mesi dell'anno".
La ripresa, rileva via Nazionale, "resta differenziata tra categorie di imprese e sul territorio nazionale, ma andrebbe estendendosi: secondo i sondaggi il miglioramento delle prospettive delle aziende industriali di maggiore dimensione e di quelle orientate verso i mercati esteri si accompagna a primi segnali positivi anche per i servizi”.
Ciò che manca affinché la ripresa prenda corpo è la domanda interna; se infatti gli investimenti hanno mostrato qualche segnale di miglioramento, i consumi delle famiglie restano al palo.
“Ci sono segnali di stabilizzazione degli acquisti delle famiglie, con una modesta ripresa delle immatricolazioni di auto e con progressi nel clima di fiducia – precisa l'istituto centrale - la spesa per consumi resta tuttavia molto al di sotto (quasi l'8%) del livello del 2007 e risente ancora delle prospettive dell'occupazione”.
Tra i fattori positivi per le imprese, via Nazionale segnala l'attenuazione del credit crunch alle aziende.
I prestiti continuano comunque a scendere e il costo del credito nel nostro Paese resta di circa 80 punti base superiore a quello medio nell'area dell'euro.
Segnali di miglioramento anche sulla qualità del credito: per la prima volta dal 2011, nel quarto trimestre del 2013, il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti alle imprese è diminuito dal 4,8 al 4,5%.
Se da una parte il pagamento dei debiti della Pa ha aiutato la ripresa, dall'altra parte la competitività degli esportatori italiani è scesa di circa il 4% da metà 2012, in un trend negativo comune ai principali partner dell'Eurozona che "ha riflesso esclusivamente l'apprezzamento del cambio".
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