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20 Aprile 2020

Fipe-Confcommercio: 30 mld perdite, a rischio fallimento 50mila imprese

di G.I.

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Il settore dei pubblici esercizi con 30 miliardi di euro di perdite è in uno stato di crisi profonda con il serio rischio di veder chiudere definitivamente 50mila imprese e di perdere 300 mila posti di lavoro. A conferma di questo già molti imprenditori stanno maturando l'idea di non riaprire l'attività perché le misure di sostegno per il comparto sono ancora gravemente insufficienti e non si intravedono le condizioni di mercato per poter riaprire. E' l'allarme lanciato da Fipe-Confcommercio: "gli interventi sin qui messi in campo dal governo sono solo una risposta parziale: la liquidità non è ancora arrivata, la garanzia al 100% dello Stato per importi massimi di 25.000 euro è una cifra lontanissima dalle effettive esigenze delle imprese per far fronte agli innumerevoli costi da sostenere, la burocrazia rimane soffocante appesantendo addirittura le stesse procedure degli ammortizzatori sociali obbligando, di fatto, le imprese ad anticipare i pagamenti. Sulle tasse, inoltre, non ci sono state cancellazioni ma solo un differimento, per di più con la beffa di dover rischiare di pagare l'occupazione di suolo pubblico stando forzatamente chiusi e la tassa su rifiuti virtuali visto che di rifiuti non ne sono stati prodotti", sottolinea l'associazione.

Lino Stoppani,  presidente di Fipe-Confcommercio: "Con la riapertura del Paese gli italiani rischiano di non trovare più aperti né il bar sotto casa, né la trattoria di quartiere. Per questo, chiediamo al governo e alla politica tutta un aiuto e uno sforzo in più per salvare un pezzo del nostro sistema produttivo che, con 85 miliardi di fatturato prodotto e 1.200.000 occupati, è un settore trainante del turismo e dell'economia del Paese".

Per questo, Fipe-Confcommercio ha predisposto un pacchetto di richieste al Governo e alla politica per mettere in campo, con urgenza, misure che consentano la sopravvivenza di questo settore: risorse vere a fondo perduto per le imprese parametrate alla perdita di fatturato; moratoria sugli affitti: serve una compensazione per il periodo di chiusura e per il periodo di ripartenza; cancellazione imposizione fiscale come Imu, Tari, affitto suolo pubblico e altre imposte fino alla fine del periodo di crisi e sospensione pagamento delle utenze; prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia e sgravi contributivi per chi manterrà i livelli occupazionali e reintroduzione dei voucher per il pagamento del lavoro accessorio; possibilità di lavorare per asporto, come avviene in tutta Europa; concessione di spazi all'aperto più ampi nel periodo di convivenza con il virus, per favorire il distanziamento sociale e permettere agli esercizi di lavorare; un piano di riapertura con tempi e modalità certe condiviso con gli operatori del settore, per permettere a tutte le imprese di operare in sicurezza.  

Per quanto riguarda, poi, il 'caso Lombardia' e in particolare la città di Milano Confcommercio "è disponibile a un confronto con il Comune sulla ripartenza dopo l'emergenza coronavirus, in particolare sul tema degli orari.

Carlo Sangalli (in foto), presidente di Confcommercio:"I nuovi orari di Milano saranno un passaggio chiave per ripartire e riavviare progressivamente la città. Ieri mi sono sentito con il sindaco Sala e gli ho confermato la disponibilità a partecipare a un tavolo di confronto con il mondo delle imprese che rappresentiamo e con le altre parti sociali. In questa fase dell'emergenza sanitaria è assolutamente importante pianificare tempi e modi della ripartenza di Milano e il tema della gestione degli orari è centrale. Altrettanto importanti sono le aperture del sindaco sulla sospensione di alcuni tributi locali e sulla disponibilità di valutare altre agevolazioni che riguardano imprese e cittadini. Questa crisi drammatica nasce da un'emergenza sanitaria e dovranno essere gli scienziati a dare le indicazioni per ripartire in sicurezza, poi la politica dovrà fare sintesi e prendere delle decisioni. Milano, cosi' come il Paese, deve essere pronta a mettere in campo nuove soluzioni e nuove azioni per ritornare progressivamente alla normalità. Un tavolo di confronto e di ascolto su questi temi è il primo passo necessario". 

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