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12 Maggio 2026
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L’allarme nazionale del settore delle costruzioni si riflette, a maggior ragione, sulle singole regioni. In particolare è il Piemonte che denuncia il settimo anno consecutivo di crisi: dal 2008 al 2014, l’Ance rileva che gli investimenti in costruzioni siano scese del 27% nel solo Piemonte, a fronte di un calo nazionale del 31,7%.
Di contro, gli investimenti per rimettere in sesto gli edifici sono migliorati nello stesso periodo di tempo: +12,2% regionale contro un +20% nazionale, a segnalare che in Italia il recupero ‘tira’ di più della costruzione ex-novo.
Ciò ha però degli impatti a livello occupazionale, in particolare nella Regione cisalpina: un calo del 7,4% degli occupati si raffronta ad un -4,8% nazionale nel primo trimestre del 2014, per un totale di 48 mila occupati in meno dal 2009.
Di pari passo con il calo della produzione sono scesi i permessi di costruire. Dai massimi raggiunti nel 2006 (17.733 permessi), la caduta fino agli 8795 del 2011 è stata rovinosa: -49,4% in Piemonte (-81% in Italia ma partendo dal 2005). Idem il mercato residenziale, con investimenti contratti del 52,5% dal 2007 al 2013 nella Regione e del 64,1% in Italia, e mutui familiari scesi del 65,9%, in linea col dato nazionale.
“Continuiamo a ripetere che senza una politica in grado di invertire la tendenza in atto le nostre imprese sono destinate e scomparire – commenta Giuseppe Provvisiero, presidente di Ance Piemonte, riecheggiando le parole del suo omologo nazionale. – Solo nell'ultimo anno abbiamo perso quasi 20.000 occupati. Senza incisivi interventi di politica economica e un allentamento della stretta creditizia per il settore il 2015 sarà l'ottavo anno consecutivo di crisi. Per questo chiediamo al nuovo governo regionale una totale attenzione verso il nostro settore”.
Di contro, gli investimenti per rimettere in sesto gli edifici sono migliorati nello stesso periodo di tempo: +12,2% regionale contro un +20% nazionale, a segnalare che in Italia il recupero ‘tira’ di più della costruzione ex-novo.
Ciò ha però degli impatti a livello occupazionale, in particolare nella Regione cisalpina: un calo del 7,4% degli occupati si raffronta ad un -4,8% nazionale nel primo trimestre del 2014, per un totale di 48 mila occupati in meno dal 2009.
Di pari passo con il calo della produzione sono scesi i permessi di costruire. Dai massimi raggiunti nel 2006 (17.733 permessi), la caduta fino agli 8795 del 2011 è stata rovinosa: -49,4% in Piemonte (-81% in Italia ma partendo dal 2005). Idem il mercato residenziale, con investimenti contratti del 52,5% dal 2007 al 2013 nella Regione e del 64,1% in Italia, e mutui familiari scesi del 65,9%, in linea col dato nazionale.
“Continuiamo a ripetere che senza una politica in grado di invertire la tendenza in atto le nostre imprese sono destinate e scomparire – commenta Giuseppe Provvisiero, presidente di Ance Piemonte, riecheggiando le parole del suo omologo nazionale. – Solo nell'ultimo anno abbiamo perso quasi 20.000 occupati. Senza incisivi interventi di politica economica e un allentamento della stretta creditizia per il settore il 2015 sarà l'ottavo anno consecutivo di crisi. Per questo chiediamo al nuovo governo regionale una totale attenzione verso il nostro settore”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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