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Ennesimo capitolo nella vicenda Enasarco. Come anticipavamo qualche giorno fa, la cassa previdenziale degli agenti di commercio è alle prese con la riforma del proprio statuto, ma in questa riforma c’è qualcosa che Fiaip definisce, nella nota diffusa oggi, l’ennesimo scandalo italiano.
“Nonostante la legge 2-2-1973 n.12 indichi chiaramente che Enasarco è l’ente previdenziale dei soli agenti di commercio – tuona la nota Fiaip, - il Consiglio di amministrazione ha varato un nuovo statuto che modificando gli scopi istituzionali dell’ente stesso, obbligherà tutti gli intermediari e quindi anche gli agenti immobiliari a versare la contribuzione obbligatoria”.
Agenti immobiliari obbligati dunque a versare la contribuzione ad Enasarco, anche se titolari di partita Iva e già contributori Inps. Un’anomalia contro cui Fiaip si era già scagliata nei giorni scorsi.
A complicare le cose, il fatto che le contribuzioni versate alla cassa degli agenti di commercio, per ragioni che non si comprendono fino in fondo non sono ricongiungibili ai contributi Inps (come avviene anche per altre casse professionali).
Il che significa che a subire l’ingiustizia più grande saranno gli agenti non qualificati, i cosiddetti “silenti”, che pur non facendo parte a pieno titolo dell’albo della categoria sono comunque obbligati a versare i contributi ad Enasarco. Salvo poi non ricevere alcun trattamento pensionistico al momento del ritiro dal lavoro. Si tratta di oltre 550 mila persone.
Fiaip fa dunque appello al Ministero del Lavoro per chiedere al ministro Poletti di non firmare lo statuto Enasarco così com’è.
“Mentre il Governo sta faticosamente cercando di reperire le risorse per rilanciare l’economia – afferma Paolo Righi, presidente Fiaip (foto) - Enasarco cerca invece di imporre a tutti gli intermediari Italiani una nuova tassa previdenziale”.
Fiaip insieme a Federagenti e Anasf, ha chiesto poi la convocazione di un tavolo di concertazione che possa dire l’ultima parola sullo statuto di Enasarco, definendone il ruolo e gli scopi in modo inequivocabile.
“Nonostante la legge 2-2-1973 n.12 indichi chiaramente che Enasarco è l’ente previdenziale dei soli agenti di commercio – tuona la nota Fiaip, - il Consiglio di amministrazione ha varato un nuovo statuto che modificando gli scopi istituzionali dell’ente stesso, obbligherà tutti gli intermediari e quindi anche gli agenti immobiliari a versare la contribuzione obbligatoria”.
Agenti immobiliari obbligati dunque a versare la contribuzione ad Enasarco, anche se titolari di partita Iva e già contributori Inps. Un’anomalia contro cui Fiaip si era già scagliata nei giorni scorsi.
A complicare le cose, il fatto che le contribuzioni versate alla cassa degli agenti di commercio, per ragioni che non si comprendono fino in fondo non sono ricongiungibili ai contributi Inps (come avviene anche per altre casse professionali).
Il che significa che a subire l’ingiustizia più grande saranno gli agenti non qualificati, i cosiddetti “silenti”, che pur non facendo parte a pieno titolo dell’albo della categoria sono comunque obbligati a versare i contributi ad Enasarco. Salvo poi non ricevere alcun trattamento pensionistico al momento del ritiro dal lavoro. Si tratta di oltre 550 mila persone.
Fiaip fa dunque appello al Ministero del Lavoro per chiedere al ministro Poletti di non firmare lo statuto Enasarco così com’è.
“Mentre il Governo sta faticosamente cercando di reperire le risorse per rilanciare l’economia – afferma Paolo Righi, presidente Fiaip (foto) - Enasarco cerca invece di imporre a tutti gli intermediari Italiani una nuova tassa previdenziale”.
Fiaip insieme a Federagenti e Anasf, ha chiesto poi la convocazione di un tavolo di concertazione che possa dire l’ultima parola sullo statuto di Enasarco, definendone il ruolo e gli scopi in modo inequivocabile.
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