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8 Gennaio 2020

Eurozona: Istat-Ifo-Kof, crescita economica a ritmi moderati (Report)

di G.I.

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La crescita economica dell'area euro "è prevista mantenersi su ritmi moderati, con un incremento costante del Pil pari allo 0,3%" nell'ultimo trimestre del 2019 e nei primi due del 2020. Così l'eurozone economic outlook, pubblicato dall'Istituto di studi e previsione economica tedesco (Ifo), dall'Istat e dall'Istituto svizzero (Kof). Le incertezze sono anche legate, si spiega, "alle crescenti tensioni tra Usa e Iran", considerate "un rischio marcato i cui effetti sui prezzi del petrolio e sul commercio internazionale sono ancora da decifrare". 

"Nell'area euro prosegue la diversa fase ciclica tra i settori della manifattura e dei servizi: al calo della produzione industriale è corrisposta una maggiore vivacità dei servizi. Tuttavia, negli ultimi mesi, la fiducia delle imprese industriali sembra indicare una fase di sostanziale stazionarieta'", sostiene il report.

"I consumi privati continuerebbero a sostenere la crescita, sostenuti dalle condizioni favorevoli del mercato del lavoro mentre la produzione industriale e gli investimenti dovrebbero mantenere un andamento negativo nel quarto trimestre del 2019 per poi riprendere con intensità contenute", si legge ancora.

Quanto all'inflazione annuale per Ifo, Istat e Kof "rimane bassa nel 2019, con una moderata accelerazione nella prima metà del 2020".

Sulle scenario previsivo l'Outlook congiunto avverte: "mentre alcuni fattori di incertezza sembrano essersi leggermente attenuati, nuovi rischi stanno emergendo".

Nel dettaglio, "la maggiore chiarezza sul percorso della Brexit, porterà ad una ratificazione dell'accordo entro il 31 gennaio. Le relazioni tra l'Ue e il Regno Unito rimangono sostanzialmente invariate nel 2020. Per il momento, è necessario negoziare nuove modalità, con esiti ancora incerti". Inoltre, mettono in guardia i tre Istituti europei, "ci sono i primi segnali di un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina anche se rimane il rischio di un'ulteriore escalation". Tuttavia "all'interno dell'area euro è emerso un nuovo rischio in Francia a seguito dei recenti scioperi nei trasporti pubblici e in altri segmenti del settore pubblico che potrebbero portare ad una crescita più debole nella seconda maggiore economia dell'area dell'euro". Detto ciò secondo il report "i principali rischi per lo scenario previsivo sono legati alle tensioni tra Stati Uniti e Iran".

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