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14 Aprile 2026
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Non ci sono solo i consolati italiani a fare i conti con la scure della spending review (è di ieri l'annuncio del taglio di 14 sedi nel mondo, tra cui la chiusura della agenzie di Neuchâtel, Sion e Wettingen, in Svizzera, fortemente contestata dalle comunità italiane locali), anche il parco immobiliare che fa capo al ministero degli Esteri francese sta subendo una drastica cura dimagrante.
Dal 2006 ad oggi il dicastero con sede sul quai d'Orsay (la cui sede parigina è tuttavia fuori discussione: non sarà oggetto di dismissione, in quanto considerata edificio storico di inestimabile valore; foto) ha ceduto immobili per un totale di 330 milioni di euro.
Restano ora proprietà per un valore di 5 miliardi di euro totali, situate per lo più fuori dai confini francesi.
Non tutte da vendere, naturalmente, ma da passare attentamente ai raggi X per verificare quali sono necessarie e quali no.
La cura ha già dato i primi risultati: nel 2011 - grazie alla vendita della sede consolare di Honk Kong, di un immobile a Berlino e di un terreno a Kuwai City - il ministère des Affaires étrangères è riuscito a incassare la cifra record di 211 milioni di euro.
Nel 2012 le dimissioni hanno portato a casa 23,8 milioni di euro, mentre nel 2013 le stime parlano di altri 93 milioni di euro in arrivo.
Quest'anno la novità è stata che nell'elenco dei beni in partenza non sono finiti solo asset all'estero, ma anche una serie di appartamenti, tutti situati a Parigi e concentrati tra il 6° e 7° arrondissement, in parte già ceduti, in parte da mettere in vendita nei prossimi mesi, da cui il ministero francese si aspetta un incasso intorno ai 20 milioni di euro.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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