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22 Novembre 2023

Hospitality, l’affare della tassa di soggiorno: aumenti dal 2024 a Como e Milano

di red

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Vuoi una vacanza a Como per goderti il lago e la città e, magari, vedere da vicino le ville storiche o le dimore dei Vip? Paga. Vuoi fare una vacanza a Milano, per ammirare le vie della moda, i musei, i monumenti che tutto il mondo invidia al capoluogo della Lombardia? Paga. Non solo l’albergo, i ristoranti, gli ingressi ai luoghi di cultura. Ma anche la tassa di soggiorno, che dal 2024 diventerà più salata per i turisti. A Como, addirittura, verrà quadruplicata in alcune strutture. A Milano, tra i 50 centesimi e 1,50 euro in più per le strutture di livello più basso e per le case per vacanze, affitti brevi, B&B, affittacamere e simili.

I Comuni hanno capito l’antifona: il mercato turistico è in pieno sviluppo, le presenze aumentano di anno in anno e ciò rappresenta un terreno fertile per fare cassa. Così, l’amministrazione locale di Como ha deciso un adeguamento della tassa di soggiorno a partire dal 1° gennaio 2024. Adeguamento che si tradurrà in entrate annuali pari a oltre 3 milioni di euro, contro i poco più di due milioni che il Comune dovrebbe incassare nel 2023.

L’Amministrazione, secondo quanto si legge sul sito del Comune, “destinerà le entrate dell’imposta di soggiorno alla promozione del turismo, mediante il potenziamento dei servizi offerti ai turisti, l’organizzazione di eventi e manifestazioni e la cura degli spazi pubblici e del verde (come specificato nell’art. 13 del Regolamento)”.

Ma quanto dovranno pagare in più i turisti che l’anno prossimo vorranno soggiornare a Como? Chi sceglierà un albergo a 5 stelle avrà un aumento del 25%, e pagherà 5 euro al giorno e per persona anziché 4 euro. Stessa tariffa riservata agli hotel di 4 stelle dove, però, prima si pagava 2,5 euro. Vuol dire che la tassa di soggiorno in queste strutture è raddoppiata. Così come per gli alberghi di 3 stelle, dove la tariffa è passata da 2 a 4 euro.

Più la struttura è inferiore di livello, più aumenta la tassa di soggiorno. Chi opta per un 2 stelle pagherà 3 euro di tassa anziché 1 euro. Chi si accontenta di un albergo a 1 stella avrà una tariffa giornaliera di 2 euro anziché di 75 centesimi.

Passa da 2 a 3 euro la tariffa per chi soggiorna in alloggi in affitto, B&B, case vacanze e immobili uso foresteria. Va decisamente peggio, in termini di rincaro, per chi trascorre la vacanza in ostelli e campeggi: dagli attuali 50 centesimi giornalieri per persona si passa a 2 euro. Il che significa aumentare la tassa di quattro volte tanto.

Facendo due conti, una famiglia di quattro persone che si ferma una settimana a Como in campeggio o in una struttura alberghiera di 1 stella, pensando di fare a scelta più economica, dal 1° gennaio 2024 pagherà solo di tassa di soggiorno 56 euro. Chi lo fa in un appartamento in affitto breve o in un B&B pagherà 84 euro. E così via.

A Milano, il Comune ha deciso lo scorso mese di ottobre di aumentare la tassa di soggiorno sempre dal 2024. Nelle strutture di livello più basso, quindi in alberghi fino a 3 stelle, residence da 2 a 4 stelle, ostelli, case per ferie e campeggi si pagherà 50 centesimi in più. L’incremento sarà di 1,50 euro per case per vacanze e affitti brevi, B&B, locande, foresterie lombarde e affittacamere.

La tassa di soggiorno resterà immutata negli hotel dalle 4 stelle in su. Non perché la Giunta meneghina voglia fare un favore ai turisti più facoltosi ma perché non può più alzare la soglia: in queste strutture, infatti, è prevista una tassa di 5 euro per persona al giorno, ovvero il massimo indicato dalla legge. La stessa legge che consente di chiedere a un turista una tassa di 10 euro al giorno solo nei Comuni che ospitano ogni anno un numero di visitatori 20 volte superiore a quello dei residenti. Milano non è tra questi (Como nemmeno). Lo sono, invece, Venezia, Rimini, Firenze, Pisa e Verbania.

Milano è in cima alla lista delle città a cui la tassa di soggiorno ha fruttato di più nel 2022: 48,2 milioni di euro. Seguono Firenze (42,5) e Venezia (31,5).

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