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14 Aprile 2026
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Assoedilizia, l’associazione dei proprietari immobiliari, attraverso il suo presidente Achille Colombo Clerici ha inviato al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia una lettera istanza sul tema dell’IMU.
In essa si chiede che l'aliquota dell’imposta municipale (in analogia a quanto già previsto dal decreto legislativo istitutivo del federalismo fiscale municipale) sia stabilita, ai sensi dell’art. 13, comma 9, del decreto-legge 6.12.2011, n. 201, nella misura dello 0,4. % per gli immobili locati e per quelli appartenenti a contribuenti Ires.
“Solo attraverso tale misura – afferma Colombo Clerici – sarà possibile tentare di scongiurare quell’abbandono del mercato della locazione – con le conseguenti tensioni sociali nell’ambito cittadino e metropolitano – che inevitabilmente sarebbe determinato dall’aumento del 60% della base imponibile dell’imposta IMU (rispetto all’Ici) ove lo stesso non fosse accompagnato da un’attenuazione dell’aliquota ordinaria dello 0,76 %".
Colombo Clerici ricorda come il mantenimento e, se possibile, il potenziamento del mercato della locazione immobiliare, sia vitale per Milano onde assecondare e favorire il dinamismo socio-economico che ne caratterizza la vita, non solo a livello urbano ma anche per i riflessi a livello metropolitano (la locazione nella città di Milano sostiene infatti il sistema ricettivo abitativo di tutta l'area metropolitana, anche nella prospettiva di Expo 2015): per la duplice esigenza, sia di assicurare la mobilità della abitazione e la sua disponibilità da parte dei ceti meno abbienti, sia di costituire una fonte di finanziamento indiretto alle attività commerciali e produttive”.
La richiesta è rafforzata dalla considerazione che c'è un profilo di costituzionalità della norma che andrebbe valutato.
L'Imu, a differenza dell'ICI, assorbe l'Irpef e "le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati"; ai sensi dell'art. 8 del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
Quindi prevedere la medesima aliquota per i beni non locati e per quelli locati (che nell'attuale sistema producono reddito imponibile assoggettato ad Irpef ) rischia di introdurre una seria disparità di trattamento fiscale,oltre ogni ragionevolezza, tra le due tassazioni : tant'è che il medesimo decreto legislativo istitutivo del federalismo fiscale municipale, ad evitare quell'effetto distorto, prevedeva un'aliquota dimezzata per l'Imu degli immobili locati; e lo stesso testo originario della norma corrispondente all'attuale art. 13, uscito dal lungo e ponderato lavoro preparatorio condotto dal Governo, prevedeva per gli stessi immobili l'aliquota base del 4 per mille e non quella vigente del 7,6 per mille”.
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