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12 Maggio 2026
12 Maggio 2026
Le revisioni dei conti nazionali annuali e trimestrali hanno confermato il profilo congiunturale del Pil per l’anno corrente: al moderato aumento congiunturale del primo trimestre (+0,1%) è seguita una crescita più marcata nei tre mesi successivi (+1,1%).
Tra aprile e giugno, tutti i principali aggregati della domanda interna sono risultati in miglioramento rispetto al trimestre precedente, con un aumento dei consumi finali nazionali (+1,6%) superiore a quello degli investimenti fissi lordi (+1,1%). Le importazioni e le esportazioni di beni e servizi sono cresciute, rispettivamente, del 2,0% e dell’1,6%.
È quanto emerge dalla nota mensile di settembre pubblicata dall’Istat.
La quota di profitto delle società non finanziarie è rimasta invariata rispetto ai tre mesi precedenti mentre il tasso di investimento è aumentato in termini congiunturali (+0,5 punti percentuali), a fronte di un incremento degli investimenti fissi lordi (+4,8%), più marcato rispetto a quello del valore aggiunto (+2,5%).
Dal lato dell’offerta, la ripresa dei ritmi produttivi è stata di simile intensità per l’industria in senso stretto e i servizi (rispettivamente +1,3% e +1,1%) e più contenuta per le costruzioni (+0,5%).
Ad agosto, la produzione industriale ha segnato un deciso rimbalzo congiunturale che ha interrotto la fase di riduzione dei ritmi produttivi avviatasi in primavera. L’indice generale è aumentato (+2,3% rispetto al mese precedente) in modo diffuso tra i raggruppamenti di industrie (+2,1%, +1,8%, +0,8% rispettivamente per beni di consumo non durevole, strumentali e intermedi) a eccezione di energia e beni di consumo durevoli (-2,3%, -0,9%). Sotto l’ipotesi che a settembre il valore della produzione industriale sia uguale a quello di agosto, nel terzo trimestre si registrerebbe un aumento congiunturale solo marginale sostenuto all’andamento favorevole dei beni strumentali, mentre gli altri raggruppamenti risulterebbero in flessione.
A luglio, il settore delle costruzioni ha segnato un ulteriore rallentamento: l’indice di produzione è diminuito del 3,0% (-2,3% a giugno). Nel secondo trimestre, per i prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie è proseguita invece la fase di rialzo (+2,3% rispetto al trimestre precedente), a sintesi di un deciso incremento dei listini delle abitazioni nuove (+6,8%) e di uno più moderato delle abitazioni esistenti (+1,4%).
Con riferimento agli scambi con l’estero di beni e servizi, i dati di contabilità nazionale hanno segnalato nel primo semestre dell’anno un forte aumento sia delle esportazioni sia delle importazioni. Le vendite all’estero in volume sono aumentate di oltre il 7,0% rispetto al primo semestre del 2021 mentre le importazioni hanno mostrato un più elevato dinamismo (+14,2%).
Le statistiche sul commercio estero mettono in evidenza come il contributo maggiore all’aumento delle esportazioni in volume nel periodo considerato sia stato fornito dalle vendite di prodotti energetici e beni di consumo sia nei mercati Ue sia in quelli extra-Ue, mentre le vendite di beni intermedi e strumentali sono risultate deboli o negative in entrambi i mercati. La vivacità degli acquisti dall’estero in volume, a sua volta, sembra essere riconducibile al deciso aumento degli acquisti di beni intermedi e di consumo, questi ultimi in particolare dai paesi Ue, e di beni energetici dai mercati extra europei. Risultano invece in calo gli acquisti di beni strumentali provenienti dai fornitori europei.
I dati di luglio segnalano una dinamica positiva sia per le esportazioni sia per le importazioni. L’aumento degli scambi è stato determinato, ancora una volta, quasi interamente dall’incremento dei valori medi unitari, mentre i volumi hanno mostrato un andamento contenuto o negativo. Continua a pesare sulla dinamica del valore degli scambi l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. Il disavanzo energetico, a luglio, si è ampliato ulteriormente, superando gli 11 miliardi di euro e, nonostante vi sia stato un miglioramento dell’avanzo al netto dei beni energetici, il saldo commerciale italiano permane negativo. I dati più recenti relativi al mese di agosto mostrano un ridimensionamento degli scambi in valore diretti verso l’extra Ue.
L’indice del clima di fiducia delle imprese ha registrato a settembre un significativo calo diffuso a tutti i settori a eccezione delle costruzioni. Tra le imprese manifatturiere sono peggiorati sia i giudizi sugli ordini sia le aspettative sul livello della produzione e tra quelle esportatrici è aumentata la quota di coloro che segnalano i costi e i prezzi più elevati come un ostacolo alla produzione. Tra le imprese dei servizi il calo della fiducia è ampiamente attribuibile alle attività di trasporto e magazzinaggio e ai servizi turistici.
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