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23 Aprile 2026
Il governo incassa la fiducia alla Camera sul decreto Imu-Bankitalia.
Con 355 voti a favore, 144 contrari e un astenuto, infatti, è stato approvato il decreto che contiene le norme riguardanti la definitiva abolizione della seconda rata Imu per il 2013 sulle abitazioni di residenza, l'aumento degli acconti Ires e Irap per le società finanziarie, le varie norme atte a favorire la trasformazione di Banca d'Italia in una public company e, infine, le diverse misure per agevolare la dismissione degli immobili.
Nel dettaglio, l'abolizione dell'Imu riguarda la seconda rata dell'imposta sulle abitazioni principali, con esclusione dei fabbricati di lusso e delle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, gli alloggi assegnati dagli Iacp ed enti assimilati e, infine, la casa coniugale in caso di separazione.
Il decreto ricomprende nell'esenzione anche l'unico immobile posseduto e non locato dal personale in servizio delle forze armate e di polizia, dei vigili del fuoco e della carriera prefettizia.
Abolita la rata anche per i terreni agricoli.
Gli acconti di Ires e Irap per l'anno fiscale 2013 dovuti da enti creditizi, finanziari, assicurativi e dalla Banca d'Italia vendono innalzati al 128,5% dal 101%, cui va aggiunto un ulteriore acconto dell'1,5% inserito in un decreto del ministero dell'Economia.
Il decreto prevede inoltre che, con un provvedimento dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, da adottare entro il 31 dicembre di 2014, sarà disposto un ulteriore aumento delle accise sui carburanti, che scatterà nel 2015.
Quanto a Banca d'Italia, il decreto autorizza un aumento di capitale mediante l'utilizzo di riserve da 7,5 miliardi di euro.
Il valore della singola quota azionaria dell'istituto centrale è stato fissato in 25mila euro.
Ciascun azionista non potrà possedere quote superiori al 3% del capitale sociale di Via Nazionale.
Gli azionisti potranno essere banche e imprese di assicurazione che hanno sede all'interno dell'Ue, fondazioni bancarie, enti ed istituti di previdenza e assicurazione con sede in Italia e fondi pensione.
Infine, per quanto riguarda la dismissione di immobili pubblici, è prevista la possibilità per gli acquirenti di sanare eventuali irregolarità urbanistiche del cespite successivamente al trasferimento dello stabile.
Starà ai ministeri dei Beni culturali e dell'Ambiente indicare gli immobili che dovranno essere esclusi dalle dismissioni.
Secondo il dettato del decreto, comunque, tali esclusioni non dovrannoprovocare alcuna riduzione degli introiti previsti dalle dismissioni.
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