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4 Aprile 2014

La Francia cambia le regole per gli affitti turistici

di Cristina Giua

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Mentre Roma pensa a introdurre a rincarare la tassa di soggiorno per i turisti che visitano la città eterna, Parigi e il resto della Francia si preparano ad un cambio di passo sugli affitti residenziali di breve durata, con un distinguo tra locazioni brevi dell'abitazione principale (quella in cui il proprietario vive almeno 8 mesi l'anno) e le seconde case che il proprietario destina alla messa a reddito.

Il testo di legge è già pronto (si tratta della loi Alur,
Accès au logement et un urbanisme rénové): la parola passa ora alla Conseil constitutionnel che dovrà dare l'imprimatur, a cui seguiranno una serie di decreti attuativi che definiranno la disciplina in dettaglio e renderanno la riforma operativa.

Che cosa cambierà dunque per i francesi proprietari di immobili affittati per brevi periodi?

Essenzialmente la disciplina favorisce i proprietari che mettono a redditto l'abitazione principale, dove non sarà richiesta nessuna formalizzazione del rapporto di affitto (purché però si tratti di periodi non superiori ai 4 mesi consecutivi di soggiorno da parte dell'inquilino) e non fissa alcun tipo di inquadramento tariffario sui canoni.

Per dare una misura del fenomeno le Figaro cita il sito di annunci di
Airbnb.fr, sito specializzato in affitti brevi e che su Parigi offre circa 20mila annunci, di cui l'80% circa rientra nella casistica sopra descritta (fra l'altro il fenomeno siti di annunci e affitti corti è tale che la riforma potrebbe chiedere proprio ai siti di settore la la raccolta di un attestato di legalità da parte dei proprietari nei confronti delle disposizioni di legge).

Le cose invece sembrano destinate a complicarsi – con una trattamento non paritario che sta già susciatando malumori - per chi decide dei mettere sul mercato delle locazioni una seconda casa: in tale ipotesi il proprietario avrà obblighi burocratici più stingenti, a partire dall'obbligo di comunicare alle autorità competenti il cambio o comunque la destinazione d'uso ad affitto dell'immobile, anche nel caso si tratti di cambio di destinazione di brevi periodi.

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