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14 Aprile 2026
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E' arrivata una nuova proposta di blocco degli sfratti ieri da parte del sindaco di Roma Ignazio Marino, reduce dall'incontro con i ragazzi "accampati" a Porta Pia (il movimento antagonista che protesta da sabato tra le altre cose per l'emergenza abitativa).
Sospensione "fino a quando i Comuni non siano in grado di offrire alternative” ha precisato il sindaco, spiegando che “il ministro (delle Infrastrutture Maurizio Lupi, presente all'incontro, ndr), ha detto che affronterà i problemi al tavolo Governo-Regioni-Comuni il 31 ottobre e deve essere un percorso svolto con urgenza perché l'emergenza casa è gravissima: a Roma ci sono oltre settemila sfratti".
"Abbiamo affrontato i vari aspetti di una problematica che pone in angoscia tutti gli amministratori locali, perché l'emergenza casa è molto sentita da chi fa il sindaco", ha sottolineato il primo cittadino, ipotizzando tra le soluzioni di lungo termine “alloggi popolari e rigenerazione del patrimonio urbano non utilizzato, come quello immobiliare di Roma".
La proposta di Marino è piuttosto una non-notizia: quello del blocco degli sfratti è infatti il più classico rimedio al disagio abitativo che i Governi succedutisi negli anni hanno riproposto a scadenze quasi regolari.
A leggere un articolo di Repubblica del 28 marzo 1990 sembra di essere ai nostri giorni.
Il titolo: “Conte ad Andreotti: parliamo di sfratti”.
E a seguire la cronaca di come il ministro delle Aree urbane di allora, Carmelo Conte, avesse portato sul tavolo del premier Giulio Andreotti la questione dell'emergenza sfratti per categorie di persone particolarmente disagiate.
E negli ultimi dieci anni la situazione non è migliorata: nel dicembre 2001 un decreto legge del governo Berlusconi sposta il termine per la proroga degli sfratti in avanti di sei mesi (fino a giugno 2002).
E cosa succede a giugno del 2002? Un'altra proroga, questa volta di un anno, fino all'estate del 2003, quando – e non è una barzelletta – gli sfratti vengono rimandati all'anno successivo.
A settembre 2004 “in considerazione dell'impossibilità di procedere ad un'ulteriore proroga della sospensione dell'esecuzione degli sfratti, alla luce dell'orientamento espresso dalla Corte Costituzionale nella sentenza 155 del 2004” - si legge nel testo del decreto legge 240 di quell'anno, vengono approvate agevolazioni per i cittadini sotto sfratto che risultino in condizioni economiche di disagio che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare ultrasessantacinquenni o portatori di handicap gravi.
Tra decreti per “misure urgenti” e “sospensioni di sei mesi” la storia si ripete – identica – di anno in anno, nel 2005 (dl 27 maggio), e nel 2006 (dl 1 febbraio), sempre sotto la guida di Berlusconi, che è al governo dal 2001.
Questa unica e infinita proroga arriva fino al dicembre del 2012 (dl 29 dicembre), sotto il governo Monti, passando per il provvedimento del 2008, che aveva dilungato i termini fino a metà 2009 (dl 158), sempre a firma dell'esecutivo di centro-destra.
Siamo nel 2013, tempi di larghe intese, ma la situazione è rimasta uguale, da più di vent'anni a questa parte.
Mentre l'emergenza, mai risolta, continua.
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