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8 Febbraio 2014

Milanosesto chiede il sequestro dei palazzi francesi di Risanamento

di Guglielmo Notari

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A rischio la cessione degli immobili parigini di Risanamento.

 

Milanosesto (già Sesto Immobiliare), società guidata da Davide Bizzi che ha rilevato le ex aree Falck di Sesto San Giovanni dalla società immobiliare rilevata dalle banche creditrici dall'ex patron Luigi Zunino, ha deciso di presentare istanza presso il Tribunale fallimentare di Milano per chiedere il sequestro preventivo di beni di Risanamento per 240 milioni di euro.

 

La decisione è legata alla contesa sui costi di bonifica che vede opposti i due gruppi.

 

Milanosesto, ovviamente, contesta a Risanamento il fatto che la spesa di bonifica sia salita dai 160 milioni previsti al momento della compravendita fino a 400 milioni.

 

Un extra costo che, altrettanto ovviamente, il venditore non intende riconoscere.

 

La questione era già finita davanti alla Camera arbitrale di Milano la scorsa estate, ma poi sembrava che le parti si fossero riavvicinate e un accordo pareva imminente.

 

La vendita degli immobili francesi al fondo Chelsfield per 1,225 miliardi, che rappresentavano l'unico asset di chiaro valore della società, ha rimescolato tutte le carte.

 

Molto semplicemente, infatti, nel caso in cui Milanosesto dovesse ottenere ragione sulla questione bonifiche, gli immobili parigini costituirebbero l'unica garanzia reale e relativamente liquidabile al pagamento da parte di Risanamento.

 

La vendita degli asset francesi torna quindi in forse.

 

Per il 17 febbraio, presso il Tribunale fallimentare di Milano che vigila sulla ristrutturazione di Risanamento come previsto dall'articolo 182 bis della legge fallimentare è prevista udienza che verrà probabilmente aggiornata per tenere conto di questa ennesima evoluzione della vicenda.

 

A questo punto, inoltre, non è escluso che Zunino torni a rifarsi avanti, realmente o anche solo mediaticamente.
 

Intanto, a seguito della richiesta di sequestro preventivo da parte di Sesto Immobiliare, il cda di Risanamento ha deciso di convocare per lunedì 10 febbraio una riunione straordinaria per un'informativa sul tema,

 

L'attesa è che dal consiglio di Risanamento arrivi una dura presa di posizione contro la richiesta di Milanosesto. 

In attesa del Cda, Risanamento ha confermato in un comunicato che il 6 febbraio 2014 ha ricevuto la notifica un di ricorso per sequestro conservativo da parte di Milanosesto con il quale viene chiesto al Tribunale di Milano di autorizzare il sequestro conservativo di beni immobili e mobili, nonché dei crediti nella titolarità di Immobiliare Cascina Rubina e Risanamento fino ad un importo di 228 milioni di euro, in relazione al quale è stato fissato termine per la costituzione di Risanamento e Immobiliare Cascina Rubina entro il 13 febbraio 2014 ed è stata fissata udienza il 17 febbraio 2014.


Risanamento sentito anche il parere dei propri legali, ritiene il ricorso sia destituito di fondamento e si riserva con Immobiliare Cascina Rubina di avviare ogni iniziativa per la tutela dei propri interessi.

La società immobiliare conferma e precisa anche tre punti legati alla controversia nella quale si inserisce il ricorso per sequestro conservativo.

Anzitutto il provvedimento – come si legge in un nota - “si riferisce alla compravendita dell’area denominata ex-Falck perfezionata nell’ottobre 2010 ed essa è pendente da oltre un anno nell’ambito di un procedimento arbitrale promosso da Icr e Risanamento nell’ottobre 2012 e nel quale il collegio arbitrale, costituitosi nell’ottobre 2013, non si è ancora pronunciato; nel procedimento arbitrale, Immobiliare Cascina Rubina e Risanamento hanno chiesto la condanna di Milanosesto al pagamento di somme a vario titolo nell’ordine di 60 milioni di euro + IVA, oltre all’accertamento negativo di obblighi nei confronti di Milanosesto con riferimento ai costi di bonifica dell’Area; il ricorso interviene immediatamente a ridosso della comunicazione con la quale Risanamento ha fatto sapere di aver accettato la proposta pervenuta da Chelsfield – Olayan Group, avente ad oggetto l’acquisizione dell’intero portafoglio parigino al prezzo di 1.225.000.000 di euro al netto delle tasse di trasferimento.

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