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27 Aprile 2026
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- “Multi non ha dato comunicazioni e sono pronto a rendere ufficiali le mie decisioni questa sera al consiglio comunale”.
Queste le parole del sindaco Stefano Bruni nel giorno della scadenza dell'ennesimo ultimatum alla società italo-olandese che si era aggiudicata la gara per l'acquisto dei 41mila metri quadrati di via Grandi.
Se Multi dovesse definitivamente, come sembra molto probabile, tirarsi indietro e abbandonare l'affare, il Comune procederà per riscuotere la fidejussione da 3 milioni di euro.
Tutto da rifare per l'area e quasi certo un contenzioso legale con la società olandese.
Multi ha vinto nel 2006 il bando per la riqualificazione dell’area Ticosa, una stamperia in disuso da decenni, proprio all’imbocco della tangenziale di Como, in una zona centrale. Poco prima delle elezioni del 2007, il sindaco Bruni aveva provveduto all’abbattimento in diretta televisiva.
Salvo poi scoprire la presenza di amianto, scoperta che ha reso l’area per oltre due anni inaccessibile.
In più ci si è messa la crisi, e il gruppo olandese che ha sempre disertato gli incontri con l’amministrazione comunale.
Ora si rende ufficiale l’abbandono del progetto.
Un’occasione mancata per Multi, che voleva fare di Como la prima opera in vista dell’Expo 2015.
Per la città, e il suo sindaco, un’altra occasione mancata per rilanciare quella che, a parte la presenza di qualche vip, si rivela sempre più una località che di turistico non ha proprio nulla.
Serve ricordare come abbiamo descritto il progetto due anni fa.
I vip vanno e vengono, ma i grandi gruppi immobiliari badano al sodo e se loro se ne vanno significa che l’effetto Clooney non è sufficiente a investire.
E’ quanto accade oggi a Como, dove il gruppo olandese Multi fa retromarcia riguardo alla costruzione di un nuovo quartiere nel centro della città.
Nel 2006 ha vinto il bando di gara per aggiudicarsi i 41mila metri quadrati dell’area ex industriale Ticosa, oggi tutto lascia pensare che dell’iniziativa non se ne farà nulla.
Dall’Olanda è arrivato un fax di quattro pagine che avrebbe dovuto chiarire la vicenda, che si trascina da mesi, ma il sindaco di Como ha immediatamente blindato il contenuto della comunicazione rimandando a un futuro annuncio ufficiale.
I precedenti incontri tra le parti avevano evidenziato un rifiuto di Multi a continuare l’operazione a causa della bonifica del terreno che sarebbe, secondo loro, stata a carico del Comune.
In questo che pare l’ennesimo blocco per il recupero di un’area industriale abbandonata da decenni, appare evidente come il lago di Como non sia più così appetibile come un tempo.
Se infatti una multinazionale come Multi fino a due anni fa era disposta a investire un centinaio di milioni di euro per costruire centinaia di appartamenti, uffici, attività commerciali, addirittura spostare la tangenziale di Como, il business plan valutava conveniente l’operazione con i parametri dell’epoca.
In più era stato annunciato come il primo investimento olandese in vista dell’Expo 2015. Oggi non pare credibile che l’operazione possa saltare per un milione di euro da destinare alla bonifica dell’area e quindi sembra verosimile che i potenziali ricavi futuri si siano ridotti al punto di non rendere conveniente l’intera operazione.
Che ci siano o meno i vip.
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