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29 Gennaio 2014

Ok alla delega fiscale, ora la riforma del Catasto si deve fare

di Guglielmo Notari

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Con il via libera della commissione Finanze del Senato alla delega fiscale riceve l'ok anche la riforma del Catasto.

 

Si tratta di un passo importante per il riordino della tassazione degli immobili.

 

Alla reintroduzione della patrimoniale sulla prima casa, infatti, il problema si era posto al governo guidato da Mario Monti, che l'aveva dribblato individuando un algoritmo matematico per aggiornare i valori catastali sulla cui base calcolare l'Imu.

 

Lo stesso meccanismo, per essere chiari, sulla cui base si è dovuta calcolare la mini Imu.

 

Gli effetti paradossali, tipo il peso dell'imposta sulla casa che in alcuni casi sarebbe aumentato di 160 volte, non sono mancati e sono stati evidenziati e stigmatizzati dai media.

 

Ma ciò che la riforma avrebbe dovuto assicurare, secondo le intenzioni iniziali del governo Monti, era proprio una redistribuzione più equa ed adeguata del carico fiscale sugli immobili, assegnando alle abitazioni un valore più consono al reale prezzo di mercato, e non ancorato a parametri e riferimenti del tutto anacronistici.

 

Un adeguamento, cioè, non solo sul piano economico o di mercato, ma anche su quello urbanistico: i quartieri postindustriali di certe grandi città che sino a inizio anni '80 erano assolutamente popolari e oggi sono diventati poli di attrazione e quartieri residenziali ricercati sono l'esempio più lampante.

 

Ora non è il caso di farsi prendere da facili entusiasmi.

 

Basta infatti varcare la soglia di una qualsiasi emeroteca, o ancora più facile fare una breve ricerca su Internet, per trovare titoli di giornali datati dicembre 2011 in cui si annunciava che la riforma del Catasto era ormai in dirittura d'arrivo.

 

E il provvedimento che è stato licenziato dalla commissione Finanze di Palazzo Madama fornendo all'unanimità il mandato ai relatori dovrà passare dal vaglio dell'aula.

 

Non solo, una volta approvato dal Senato dovrà rifare una capatina alla Camera per un'ulteriore lettura, visto che gli emendamenti approvati in commissione hanno di fatto modificato la versione approvata da Montecitorio a fine settembre.

 

Il viceministro all'Economia, Luigi Casero, si è mostrato comunque soddisfatto.

 

La delega fiscale rappresenta “un passo importante – ha commentato - ora cerchiamo di andare velocemente in aula”.

 

Come segnale positivo Casero ha voluto sottolineare come il mandato ai relatori sia stato dato all'unanimità: “è una buona notizia ora vediamo di arrivare velocemente alla Camera per approvarla definitivamente con i decreti delegati''.

 

Su questo ha poi aggiunto: “penso che il percorso di azione condivisa debba essere portato avanti con i decreti delegati, istituendo un momento di confronto con le due commissione anche durante la predisposizione dei decreti''.

 

Decreti che affronteranno oltre alla riforma del catasto ''il problema delle detrazioni, della lotta all'evasione, della tematizzazione dell'agenda digitale del fisco e della riforma delle commissioni tributarie''.

 

Ambizioni forti, sperando di non essere tra altri due anni e spiccioli a titolare nuovamente sul “quasi fatta la riforma del Catasto”.

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