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23 Novembre 2016

Olimpiadi: Roma 1960 ha giovato al mercato immobiliare (Report)

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Le Olimpiadi del 1960 hanno cambiato il volto della città. Sono nati nuovi quartieri e dopo mezzo secolo si può dire che chi ha investito nei nuovi quartieri creati vicino alle zone olimpiche ha fatto un ottimo affare, di poco inferiore al centro storico. Il dato emerge da un rapporto che ha elaborato l’istituto indipendente di studi e ricerche Scenari Immobiliari.

La XVII Olimpiade, l’unica ospitata finora dalla capitale italiana, ha permesso la realizzazione della grande arteria infrastrutturale della città che doveva collegare il versante occidentale della città con la zona dell’Eur, passando per la cosiddetta «Valle dell’Inferno», villa Doria Pamphilj – il cui parco allora venne diviso in due – Monteverde e ponte Marconi, realizzato per l’occasione e collegato alla Cristoforo Colombo. 

Nella sua denominazione di “Olimpica”, questo unico anello stradale abbraccia in sé diversi tratti di opere pre-esistenti e altre completamente nuove. La strada a scorrimento veloce che collegava la via Salaria con l'area del Foro Italico – con l’omonima via – e quella dello Stadio Olimpico attraversando Monte Antenne, Tor di Quinto, Ponte Milvio e le colline della Farnesina, sarebbe stato il primo tratto della Tangenziale Est, una circonvallazione urbana che doveva proseguire fino a San Giovanni – ultimata in occasione di un altro grande evento sportivo nel 1990.

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari: “Le opere realizzate in vista delle Olimpiadi hanno profondamente mutato il volto di Roma, facendola apparire per come è oggi: una metropoli. La costruzione della via a scorrimento veloce, che ha coinvolto l’intera area nord-occidentale e parte di quella meridionale, ha dato il via allo sviluppo urbanistico e residenziale di quelle che precedentemente erano zone semi-disabitate. A questi interventi si aggiungono, inoltre, importanti opere sul piano infrastrutturale, che hanno radicalmente mutato l’accessibilità la rete dei trasporti.” 

Il processo ha coinvolto tutta la città: fondamentali sono state le aperture dell’aeroporto di Fiumicino, inizialmente riservato ai charter e qualche mese dopo estesosi ai voli di linea, e della linea B della metropolitana nel tratto tra Roma Termini e l’Eur, i cui lavori si completarono solo nel 1955 proprio in vista delle Olimpiadi. È stata realizzata in queste circostanze anche la riqualificazione delle aree verdi di Monte Mario e della Farnesina, oltre che del quartiere Eur, dal laghetto al Velodromo, passando per il Palazzetto dello Sport. Rispettivamente in corrispondenza dei Centri olimpici nord e sud.

Scarica il report completo

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