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14 Aprile 2026
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La messa in vendita degli immobili della Regione Liguria per far quadrare i conti nel bilancio, approvata dal centrosinistra durante l'ultima seduta del consiglio regionale prima dello stop natalizio, è stata gestita male sia nella forma sia nella sostanza, secondo l’opposizione.
Non solo la giunta Burlando ha comunicato la lista degli immobili ai consiglieri solo in corso d'opera, nelle fasi cruciali della discussione, ma ha anche dimostrato di aver preso decisioni affrettate che non tarderanno a pesare sulle tasche dei contribuenti liguri – spiega in un comunicato una lista d’opposizione.
Che fa riferimento a quanto apparso di recente sulla stampa locale in merito allo stralcio dalla lista degli immobili in vendita di tre padiglioni del complesso dell'ex manicomio di Genova Quarto, sui quali gravano mutui per la ristrutturazione (realizzati con finanziamenti nazionali), stralcio che di fatto fa scendere da 80 a 76 milioni la previsione di entrate dalla vendita del patrimonio.
“Il direttore generale della Asl genovese smentisce la giunta, sembra quasi non sia stato avvisato della vendita di questi immobili.
Peccato che abbia ragione, oggi non si può vendere: nei locali di Quarto sono attivi alcuni servizi di igiene mentale, comunità per persone anziane e disabili, ma anche le cucine di Asl 3 per il Levante.
Lì si tengono alcuni corsi universitari e hanno sede ambulatori per visite mediche legali e per il rilascio o rinnovo della patente oltre agli uffici amministrativi coinvolti nell'affaire via Degola (costo della nuova sede 17 milioni di euro)”.
Il direttore della Asl 3 Corrado Bedogni, sulla stampa, ha dichiarato che la vendita dei locali di Quarto non può essere fatta perchè a oggi non esistono alternative per collocare i pazienti e i servizi sociosanitari.
Anche il municipio Levante ha sollevato perplessità e preoccupazione sul futuro dell'assistenza dei cittadini della zona.
Questa - secondo l’opposizione - è la dimostrazione di come la maggioranza abbia agito con superficialità, fretta e assenza di coordinamento con la Asl e i soggetti istituzionali coinvolti nell'operazione di messa in vendita degli immobili, con l'unico intento di fare cassa e di far quadrare i conti, ma solo sulla carta.
Anche il presidente Burlando durante le ultime fasi di discussione in consiglio, aveva espressamente ammesso la ragionevolezza delle osservazioni che avevo esposto in merito all'operazione.
Ma si è andati comunque avanti.
La maggioranza si è tappata il naso e ha approvato un enorme pasticcio che porterà alla svendita, sotto il valore reale, degli immobili di Quarto, la perdita per i cittadini di servizi essenziali e la ricollocazione chissà dove dei pazienti di psichiatria, magari in altri container come già è accaduto per i malati dell'ex ospedale psichiatrico di Pratozanino.
Tutto questo - evidenzia una nota - comporterà poi il pagamento di ulteriori affitti da parte della Regione, che fino a oggi prestava i servizi sanitari all'interno di immobili di proprietà; a pagare, ovviamente, saranno sempre i contribuenti liguri.
Insomma, la Regione si è comportata come una famiglia sprovveduta che vende casa propria ancora prima di sapere dove andrà ad abitare.
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