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22 Aprile 2013

Roma, 32 scuole a rischio chiusura: condizioni fatiscenti e lavori in ritardo

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Scuole disastrate e inagibili.

 

E protesta che sale.

 

Accade a Roma dove genitori e alunni non si arrendono alla decisione di chiudere alcuni istituti a causa delle condizioni fatiscenti delle strutture e della mancanza di fondi per ristrutturarle.

 

Dalla Romolo Balzani è partita una lettera indirizzata al minisindaco del VI municipio Giammarco Palmieri perché a un mese dalla chiusura, imposta dai vigili del fuoco, non si conoscono ancora i tempi dei lavori per consentirne la riapertura, promessa per settembre.

 

"Abbiamo terminato le indagini geognostiche, che si sono rivelate più complesse del previsto dato che è emerso un secondo livello di gallerie nel sottosuolo" spiega Palmieri.

"Ora gli speleologi sono al lavoro per controllare tutti i pilastri delle fondamenta.

 

Subito dopo faremo partire la richiesta di somma urgenza al Comune che abbiamo già predisposto.

 

Nonostante le difficoltà, confido che la scuola possa riaprire a settembre" conclude.

 

Sono decine le strutture a rischio, tra nidi, materne, elementari e medie della capitale che fra novembre 2012 e lo scorso febbraio hanno inoltrato richieste di somma urgenza al Comune per lavori straordinari.

 

"Ce ne sono 32 in sospeso" secondo il vicepresidente della commissione Scuola Paolo Masini (Pd). 

 

"Il dramma è che se non verranno approvate a breve probabilmente i lavori non riusciranno a partire durante l'estate e le scuole parzialmente o completamente inagibili, come la Sciascia, rischieranno di non poter riaprire nemmeno per il prossimo anno scolastico.

 

Per questo abbiamo chiesto ad Alemanno di intervenire per sbloccare i fondi necessari almeno per gli istituti più disastrati".

 

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